Giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia

Il 21 Marzo a Napoli per ricordare le vittime di mafia

Si svolgerà a Napoli, oggi, 21 Marzo, come avviene ogni anno, la manifestazione nazionale per la celebrazione della Giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia.

La manifestazione è stata preceduta, nella giornata di domenica, 20 marzo, con il raccoglimento accanto ai familiari delle vittime, e la veglia interreligiosa di preghiera. Oggi, dal palco allestito in Piazza del Plebiscito una voce scandirà con l’altoparlante i nomi delle 1074 vittime innocenti di mafia.

A pronunciare tali nomi, insieme agli studenti, ci saranno sono anche i giovani del Movimento Our Voice, e ANTIMAFIADuemila.

Il corteo, nel frattempo, ha visto ingrossarsi le proprie fila raggiungendo i 100 mila partecipanti. Lungo il percorso, si sono aggiunti tra gli altri il presidente dell’Associazione Libera, don Luigi Ciotti, il vescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, il prete anti camorra don Maurizio Patriciello, il presidente della Camera Roberto Fico, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il comandante dei vigili di Arzano Biagio Chiariello, l’ex procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione Antimafia. Numerose le bandiere per la pace lungo il corteo e sui balconi.

L’istituzione della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia

La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie è una ricorrenza annuale di sensibilizzazione, e di mobilitazione in ricordo delle vittime delle mafie in Italia, e nel mondo, organizzata a partire dal 1996 dalla rete di associazioni antimafia Libera.

La data della manifestazione è 21 marzo, primo giorno di primavera, scelto in quanto “simboleggia sia la rinascita e la vita“, sia l’inizio di un percorso di impegno e di speranza di “lungo periodo”.

Nelle parole di Nando Dalla Chiesa, uno dei principali studiosi del movimento dell’antimafia civile e sociale, la giornata commemorativa  è diventata con il passare del tempo uno dei più grandi appuntamenti fissi scritti nell’agenda dell’Italia civile.

Nel Marzo del 2017, la ricorrenza è stata riconosciuta dallo Stato Italiano, con la Legge 8 Marzo 2017, n. 20 come: “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

L’idea di una giornata che unisse la memoria, e l’impegno in nome delle vittime innocenti delle mafie sorse attorno alla metà degli anni ’90 del secolo scorso, al termine di una stagione di grandi sconvolgimenti politici, e di un’efferata violenza criminale nella storia d’Italia.

Se da un verso, la fine della guerra fredda aveva provocato una crisi del sistema politico italiano postbellico, destinato ad essere travolto poi dalle indagini anti-corruzione avviate a Milano dal Pool di Mani Pulite, per un altro verso, nello stesso periodo, la conferma definitiva in cassazione, nel 1992, della sentenza del primo maxiprocesso a Cosa Nostra in Sicilia scatenò una offensiva mafiosa senza precedenti, culminata negli attentati di Capaci, e via D’Amelio in Sicilia, nei quali persero la vita i magistrati Giovanni Falcone, e Paolo Borsellino.

I giudici Giovanni Falcone, e Paolo Borsellino

Sulla penisola, l’ondata criminale mafiosa colpiva, cone le stesse modalità via dei Georgofili a Firenze, via Palestro a Milano, San Giorgio al Velabro, e San Giovanni Laterano a Roma.

Mentre la crisi politica generava novità istituzionali e partitiche, lo stragismo mafioso provocò una ferma e appassionata opposizione civile e sociale, la quale diede ulteriore impulso al movimento antimafia. In particolare i gravissimi episodi accaduti in Sicilia, a Capaci e in via d’Amelio a Palermo, portarono tra l’estate del 1994 e la primavera del 1995 alla nascita di una rete nazionale di associazioni, cui fu dato il nome di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Uno dei primi atti della neonata rete associativa fu proprio quello di concepire e proclamare per il 21 Marzo 1996 una giornata di memoria e impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che fin dall’inizio e sino a oggi ricopre la carica di Presidente, attesta come gli impulsi originari a dedicare una giornata al ricordo dei nomi di tutte le vittime innocenti delle mafie siano stati suscitati dagli incontri con due madri di agenti di polizia assassinati da Cosa Nostra: Carmela Montinaro, madre di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nell’attentato di Capaci, e Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia, ucciso mentre era di scorta volontaria al commissario Ninni Cassarà.

Don Luigi Ciotti, fondatore e Presidente dell'Associazione Libera

Nel primo caso, Don Ciotti ricorda che gli sedeva accanto durante una commemorazione ufficiale della strage di Capaci, quando a un certo punto Carmela Montinaro si strinse al suo braccio, confidandogli in lacrime il dolore di non vedere mai pronunciato in quelle occasioni il nome di suo figlio.

Don Ciotti trasse da questa denuncia la duplice intuizione, da un lato, della nuova direzione da imprimere all’impegno sociale contro le mafie e, dall’altro, della continuità tra questa nuova strada e quella da lui stesso precedentemente percorsa con il Gruppo Abele di Torino: “all’improvviso mi fu chiaro che, come nella lotta alle droghe o all’emarginazione, anche nel contrasto alle mafie, si trattava di ripartire dall’ABC delle relazioni umane. Dall’ascolto delle persone e dal riconoscimento dei loro diritti“, a cominciare appunto da quello al nome: “quella donna aveva il diritto di pronunciare il nome di suo figlio, che invece nei vari interventi… era invariabilmente ricordato solo come uno dei ragazzi della scorta”.

Questo cammino incrociò quello autonomamente avviato da Saveria Antiochia, la quale dopo la morte del figlio aveva cominciato sui media, nelle scuole e anche in politica un’orgogliosa, energica e coraggiosa attività di denuncia, testimonianza e lotta contro le mafie.

Con una adesione della prima ora alle attività di Libera, Saveria Antiochia contribuì in maniera decisiva a realizzare anche concretamente la prima edizione della Giornata, a motivare e organizzare il primo gruppo dei familiari, a implementare e verificare il primo elenco dei nomi delle vittime.

Mentre, dunque, Carmela Montinaro aveva fatto prendere a tutti coscienza del diritto al nome, Saveria Antiochia incarnò esemplarmente dal punto di vista etico e pratico l’altro pilastro della Giornata del 21 Marzo: il nesso tra memoria e impegno.

Grazie a questa iniziativa civile intrapresa dalla rete di associazioni antimafia, dal 1996, ogni anno, una città diversa, ospita una manifestazione durante la quale un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano.

La declamazione di nomi e cognomi come un interminabile rosario civile, si rende così necessaria per farli vivere ancora nel nostro ricordo, affinbchè il loro sacrificio non sia stato vano.

Il 21 marzo è un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie: persone che hanno subito una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle storie di quelle persone.

È una giornata di arrivo e ripartenza per il nostro agire, al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona, e il diritto fondamentale e primario alla verità, diritto che appartiene alle vittime di mafia, ai loro familiari, ma anche a tutti noi.

Secondo l’Associazione Libera esiste una forma di dualità tra diritto e dovere, rivolta alla verità, come valore pubblico; un valore fondamentale per uno Stato che voglia definirsi democratico. Il 21 marzo  è il momento in cui dare spazio alla denuncia della presenza delle organizzazioni criminali mafiose, e delle connivenze con politica, economia e massoneria deviate.

Articoli consigliati

Mondo del lavoro o mondo dell’abuso?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.