Assegno di inclusione, ti hanno respinto la richiesta? Adesso puoi sbloccare la situazione, svolta importantissima

Sono più di 180 mila le domande di Assegno di Inclusione che sono state respinte dall’INPS e ancora regna un po’ di caos.

Come tutte le nuove misure, infatti, ci vorrà un po’ di tempo affinché i cittadini riescano a districarsi nelle pratiche burocratiche e anche all’Istituto di Previdenza di entrare a regime.

Cosa fare se domanda adi non è stata accolta
C’è ancora speranza di poter ricevere l’Assegno di Inclusione – (Newsicily.it)

Dal 27 febbraio prossimo, coloro che hanno visto accettare la domanda del nuovo sistema di aiuto economico nato al posto dell’RDC troveranno la ricarica nella card, mentre durante la medesima data arriveranno le notizie dell’INPS a coloro la cui richiesta è stata negata.

Attenzione al messaggio INPS è fondamentale se vuoi che la richiesta di Assegno di Inclusione vada a buon fine

I cittadini che avevano inoltrato la domanda di ADI entro il 31 gennaio scorso adesso cominceranno a ricevere il sussidio. Molte sono però le famiglie che si sono viste respingere la domanda.

Messaggio Inps assegno di inclusione
A breve arriveranno i messaggi INPS sulle richieste per l’ADI – (Newsicily.it)

Ebbene, queste famiglie o cittadini devono prestare attenzione al messaggio che arriverà dall’INPS, perché spiegherà i motivi per cui la domanda non è stata accettata. Lo conferma proprio il messaggio Inps n. 684 del 14 febbraio scorso

Come sappiamo, possono essere svariati i motivi per i quali una domanda viene cassata dall’Istituto di Previdenza, ma non bisogna disperare perché si può procede al riesame della richiesta. Infatti l’INPS potrebbe comunicare che la domanda di ADI non è stata accolta perché mancano determinati documenti: in questo caso basterà rettificare la documentazione e la domanda. La procedura è la medesima, ovvero gli interessati possono rivolgersi al Caf o Patronato.

È importante ricordare che sono due le procedure con cui tentare di far accogliere la domanda: il riesame della richiesta o la redazione di una nuova domanda. Nel primo caso, se l’INPS accoglie la domanda, erogherà anche gli arretrati, e quindi le ricariche di gennaio e febbraio. Nel secondo caso, invece, bisogna sapere che in quanto nuova domanda l’erogazione partirà dal mese successivo all’approvazione, senza riconoscimento degli arretrati.

Inoltre le nuove domande o la richiesta di riesame vanno effettuate entro 30 giorni dalla ricezione del messaggio inviato dall’INPS.  Ovviamente, non è detto che ogni domanda di riesame vada a buon fine, perché può darsi che tra quei 180 mila nuclei familiari che l’hanno fatta vi siano casi in cui effettivamente l’ADI non spetta. Come sappiamo, i nuovi criteri per l’ottenimento del sussidio sono molto più rigidi rispetto a quanto succedeva con il reddito di cittadinanza.

Gestione cookie