Gabriele Giovanni Vernengo

Un po’ emozionato e con le mani tremanti, inauguro questo spazio, del nostro sito che, giorno dopo giorno, cresce sempre di più, assumendo una propria identità e forgiandosi sempre più in maniera minuziosa, anche e soprattutto grazie ai redattori (Veronica Iannone, Fabrizio Artale, Andrea Napoli, Gaetano Martorana e Valentina Li Puma), i quali hanno creduto sin dal primo momento al progetto di due folli come me e Nicola Scardina.

Grazie all’amica e ad una donna sicuramente per me molto importante. Sì, parlo proprio di te, cara Marianna La Barbera, mi hai dato e continui a darmi, con la tua consueta eleganza e professionalità, un contributo fondamentale per la nascita e il potenziamento di questa nostra creatura. Ma, soprattutto grazie a voi, lettori ed amici, che continuate a sostenerci con le vostre letture, diventando quotidianamente sempre più numerosi. Grazie anche tutti coloro i quali diventeranno nostri redattori, lettori o partner commerciali.

Andiamo a noi…

Ma adesso, dopo questa premessa (spero che non vi siate già addormentati), passiamo al nocciolo della questione.

Da sempre sono e per sempre credo che sarò un convinto garantista. Per me, non solo, tutti sono innocenti fino a prova contraria, ma, inoltre, nessuno è ritenuto, almeno completamente, colpevole fino al terzo grado di giudizio (ricordiamoci che anche una sentenza può essere ribaltata).

Detto ciò, credo anche, che chi sbaglia debba pagare, ma credo anche che come sancisce l’articolo 27 della nostra Costituzione: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».

Per questo motivo, ospiteremo le opinioni e gli scritti di chi il carcere l’ha vissuto sulla propria pelle. Le sentenze (che o si rispettano o si impugnano) si facciano nelle aule di tribunale. Proprio di questo argomento ho parlato diverse volte, una fra tutte (proprio dopo qualche giorno dalla pubblicazione delle immagini riguardanti i fattacci avvenuti tra le mura del carcere di Santa Maria Capua Vetere in Campania) nello spazio offertomi attraverso una diretta live su Instagram (e poi da noi caricato su YouTube) dall’amica Carmela Corso dell’associazione di promozione sociale TACUS Arte Integrazione Cultura. Grazie Carmela! (IL VIDEO) .

Noi difendiamo umilmente la libertà ma soprattutto la dignità, di tutti. Nessuna corrente alterna ci trasporti oltre le nostre competenze e i nostri confini. Buona lettura con noi (se volete)!

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