Claudio Barone, segretario generale Uil Pensionati Sicilia

SINDACATO – La medicina territoriale, il recupero del potere d’acquisto, i piani socio-sanitari e la legge sulla non autosufficienza, per citarne solo alcune. Questi alcuni degli argomenti affrontati dalla Uil Pensionati Sicilia durante una stagione congressuale intensa e ancora in corso.

Ancora una volta queste tematiche saranno al centro delle assemblee congressuali della sigla sindacale. Due gli appuntamenti: il 27 aprile a Ragusa e l’indomani a Siracusa.

 Il primo dei due  appuntamenti si terrà a Ragusa, negli spazi di Villa Fortugno alle 10; il giorno successivo, al Centro Convegni del Santuario di Siracusa a partire dalle 9:30.

A presiedere i lavori sarà il segretario generale della Uil Sicilia Luisella Lionti.

Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Uil Pensionati Sicilia Claudio Barone.

 Le assemblee a Ragusa e Siracusa sono le ultime della stagione congressuale della UILP UIL Sicilia prima della celebrazione del congresso regionale che si terrà a Palermo l’11 maggio prossimo.

«In tutti i territori – osserva Claudio Barone – abbiamo focalizzato, durante i dibattiti, le emergenze che connotano la complessa fase storica, sociale e sanitaria in atto: dopo i disagi arrecati dalla pandemia, non ancora del tutto risolti, la guerra ha determinato nuovi scenari che, di certo, non hanno facilitato il percorso di ripresa».

Le preoccupazioni del segretario generale sono rivolte alle categorie più deboli e maggiormente esposte al rischio di marginalità sociale: tra esse, figurano proprio anziani e pensionati che, malgrado le difficoltà e le ristrettezze determinate dal caro bollette e dall’inflazione, hanno continuato a fornire un contributo essenziale ad assicurare la tenuta del Paese, svolgendo il ruolo di ammortizzatori sociali a beneficio di figli e nipoti.

«In Sicilia – spiega – anziani e pensionati sono circa un milione e mezzo di abitanti: la vita media si è allungata, nell’isola come altrove, e ciò rende necessari cure e servizi di qualità che accompagnino in anni della vita in cui si hanno ancora tante potenzialità da esprimere».

Non a caso, il tema dell’invecchiamento attivo e in buona salute è centrale per la Uil Pensionati, che indica nella medicina di prossimità uno degli strumenti da adottare per evitare il ricorso troppo frequente e talvolta improprio alle cure ospedaliere.

«L’assistenza domiciliare è un tema cruciale – aggiunge Claudio Barone – e deve procedere di pari passo all’erogazione di servizi di qualità, per consentire a tutti di curarsi: tristemente, c’è chi vi rinuncia per via delle liste d’attesa troppo lunghe, nell’impossibilità di accedere per ragioni economiche alla sanità privata».

Secondo il sindacato, occorre invece riformulare l’offerta sanitaria e utilizzare  al meglio le risorse del PNRR potenziando il personale, a partire dalla stabilizzazione di quello impiegato nelle USCA, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

 La Uil Pensionati da tempo invoca, inoltre, una legge relativa alla non autosufficienza: strumento fondamentale del quale continua a sollecitare l’attuazione.

«Ma – precisa  – nessuno pensi di finanziarla con l’aumento delle tasse, e a spese dei cittadini, come già sottolineato dal segretario generale della Uil Pensionati nazionale Carmelo Barbagallo».

Un’esigenza ribadita in occasione dei lavori congressuali in tutte le province: proprio di recente, a Palermo, dove lo scorso 19 aprile si è tenuta l’assemblea della Uil Pensionati.

Un altro nodo da sciogliere è quello delle case di riposo, «alcune delle quali neppure censite – sottolinea Claudio Barone – o addirittura irregolari, come emerso durante la fase più drammatica dei contagi da Covid-19 : di certo, non possiamo lasciare gli anziani in una condizione di abbandono».

«In generale – conclude – la pandemia ci ha insegnato, in materia di sanità pubblica, che il sistema vigente è sbagliato: occorre ripensare il tutto, costruendone uno nuovo che sia in grado di fornire servizi di qualità alla collettività, puntando più sulla prevenzione che sull’ospedalizzazione».

 

 

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