La Fibromialgia, è una malattia che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico, provocando oltre ad un dolore diffuso, anche astenia, cioè una marcata stanchezza con facile esauribilità ed aumento della tensione muscolare, in pratica il soggetto che ne è affetto, ha una sensazione di esaurimento fisico simile a quello provata dopo una fatica eccessiva.

Tale condizione patologica viene definita più propriamente Sindrome Fibromialgica, in quanto assume la forma tipica di una sindrome, ovvero la presenza di sintomi clinici che denunciano una situazione patologica, senza tuttavia costituire di per sé una malattia autonoma.

La fibromialgia è una patologia caratterizzata da dolori muscolari diffusi associati ad affaticamento, rigidità, problemi di insonnia, di memoria e alterazioni dell’umore. Anche se non esiste una vera cura per questo problema, sia i farmaci, sia un approccio mirato al rilassamento e alla riduzione dello stress possono aiutare ad alleviare i sintomi.

La fibromialgia colpisce più spesso le donne in età adulta. Il disturbo può comparire in modo graduale e aggravarsi con il passare del tempo, oppure può comparire dopo un evento scatenante come un trauma fisico, un’infezione o uno stress psicologico. Le cause esatte dell’insorgenza della fibromialgia non sono note.

Gli esperti ritengono che sia un insieme di fattori a portare alla comparsa dei suoi sintomi, inclusi fattori genetici, infettivi, ormonali, traumi fisici e psicologici. L’ipotesi più accreditata è che a essere compromesso sia il modo in cui il cervello processa il dolore. In particolare, in chi soffre di fibromialgia la soglia del dolore sarebbe più bassa della norma a causa di un aumento della sensibilità cerebrale agli stimoli dolorosi.