Referendum sulla giustizia

REFERENDUM – Come ampliamente previsto, le consultazioni sul tema della  giustizia sono stati un fallimento senza precedenti: i dati definitivi confermano che a votare in Italia è andato il 20,9 degli aventi diritto. Leggermente migliore è il dato in Sicilia ( 23,32%), trainato dalle elezioni amministrative, in particolare a Palermo e Messina, nonostante il “caos” relativi nell’organizzazione dei seggi  elettorali.

Come già accennato, l’affluenza è stato più alta a  Messina ( 36,46%) e Palermo ( 30,81 %), mentre  in coda troviamo la provincia di Trapani ( 12,94%).

Entrando nel merito dei quesiti, nonostante non siano rilevanti dal punto di vista giuridico,  è possibile dare un’interpretazione ai risultati. Sui primi due temi ( Legge Severino e limitazioni misure cautelari), i voti favorevoli sono leggermente maggiori. Mentre sugli altri tre quesiti, relativi all’organizzazione della Magistratura, il dato è più chiaro ( circa 66 -67%), e  sbilanciato verso il SI, quindi favorevoli alla separazione della carriere , all’introduzione di membri laici  nei consigli giudiziari, e all’abrogazione di  alcune norme per l’elezione del CSM

Complimenti al piccolo comune di Giardinello dove l’affluenza è arrivata all’86% ma in contemporanea all’elezione del sindaco. Mentre i Comuni più “pigri” sono stati Raffadali ( 5.70%), Riesi ( 4,31%) e Pachino ( 4.90%).

 

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Andrea Napoli

 

 

Di Andrea Napoli

Economista del territorio e impiegato nel settore creditizio. Esperto in Creazione e gestione di start up di imprese.

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