Piero Angela, giornalista e divulgatore scientifico

Addio a Piero Angela, giornalista, scrittore, e divulgatore scientifico

L’annuncio della sua morte lo ha dato il figlio Alberto nei social: “Buon viaggio papà”

Nella giornata di ieri, 13 agosto, è morto all’età di 93 anni, Piero Angela, celebre giornalista, scrittore, pioniere in Italia della divulgazione scientifica. Il notissimo volto della televisione, diventato molto popolare grazie alla sua ideazione dei programmi “Quark”, e “SuperQuark”, si è spento nella sua casa di Roma. A dare il triste annuncio è stato il figlio Alberto, paleontologo e bravissimo divulgatore anche lui, con un messaggio sui social: Buon viaggio papà”.

In un messaggio postumo di Piero Angela, pubblicato dalla RAI, vi sono le ultime, commoventi parole del Grande Giornalista rivolte al suo pubblico: “Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia”.

Il messaggio continua: È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”.

In onore della memoria di Piero Angela, ieri, su RAI 1 è andata in onda una puntata di SuperQuark, iniziata proprio con il suo messaggio rivolto al pubblico.

Il funerale dell’indimenticabile giornalista, e divulgatore scientifico, si svolgerà il 16 agosto a Roma, in Campidoglio, con una cerimonia laica.

La vita immensa di Piero Angela: un grande giornalista, considerato come un maestro da intere generazioni

Nato a Torino il 22 dicembre del 1928, Piero Angela, grande appassionato di jazz, dopo avere abbandonato l’attività musicale professionistica, aveva iniziato la sua straordinaria carriera giornalistica in RAI come cronista radiofonico, svolgendo poi i ruoli di inviato, e di conduttore del TG.

La grande popolarità di Piero Angela, è legata in maniera indissolubile ai suoi programmi di divulgazione scientifica, ideati negli anni ‘80 del secolo scorso, con una formula innovativa basata sulla semplicità, con una chiarezza espositiva ideata per essere alla portata di tutti coloro che desiderano saperne di più su un determinato argomento, senza mai annoiare, ma al contrario, facendo scattare quella “scintilla” che fa “accendere” la curiosità, e con essa la voglia di apprendere, con vivo interesse.

Il segreto del grande successo dei suoi programmi risiede proprio nella loro capacità di fare leva sul ragionamento primordiale dell’uomo, che lo accompagna dall’inizio della sua vita, e che lo porta a chiedersi il “perché” delle cose, per meglio comprendere ciò che accade nell’ambiente con il quale interagiamo ogni giorno.

Un’idea così semplice, ma dal potere talmente grande da riuscire a far capire i concetti della scienza, considerati di solito riservati solo agli addetti ai lavori, ampiamente comprensibili da tutti.

Da argomenti basilari come la formazione delle nuvole, a quelli più complicati come la teoria della relatività, e l’assenza di acqua sulla superficie di Marte, lo stile divulgativo di Piero Angela, riusciva a rispondere in modo semplice, chiaro, e soprattutto senza annoiare mai, a tutti i nostri quesiti.

Uno stile di divulgazione scientifica che è rimasto praticamente immutato sin dagli esordi: esattamente dal 18 marzo del 1981 data in cui andava in onda, in seconda serata, la prima puntata di Quark.

Con l’introduzione musicale dalla celeberrima “Aria sulla quarta corda” di Joahnn Sebastian Bach, eseguita dal gruppo vocale The Swingle Sisters, i programmi televisivi di Piero Angela ci hanno fatto compagnia per poco più di 40 anni facendoci esplorare tutti i rami della conoscenza umana: la natura con i bellissimi documentari della BBC, la tecnologia, l’alimentazione, le discipline umanistiche, e molto altro ancora.

Nel titolo del primo programma vi era la sua “chiave di lettura”, Quark è infatti la denominazione che identifica le particelle costituenti gli atomi: i più piccoli “mattoni” della materia finora conosciuti.

La mission del programma era indirizzata alla ricerca di tutti quei piccoli dettagli di determinati ambiti scientifici, ritenuti di grande interesse, come ha dichiarato Piero Angela: “È un po’ un andare dentro le cose”.

Pur mantenendo ben salda la propria mission Quark con il passare degli anni, ha subito delle vere e proprie evoluzioni, la prima edizione della trasmissione si concludeva con una serie di quattro puntate speciali estive chiamate “Quark Speciale” e dedicate alle “scoperte ed esplorazioni sul pianeta Terra”.

In queste trasmissioni venivano proposti quattro documentari naturalistici prodotti dalla National Geographic e dalla Nova di Boston: “Gorilla” (12 agosto 1981), “Il luogo dell’acqua secca” (19 agosto 1981), “L’asteroide e il dinosauro” (26 agosto 1981) e “L’anno dello gnu” (2 settembre 1981). Arrivarono in seguito “Il mondo di Quark”, “Quark Economia”, “Quark Europa”, e “Pillole di Quark”, circa 200 spot educativi di 30 secondi, passate oltre 5000 volte nella programmazione di Rai 1.

Nel 1986, e nel 1987 fu la volta di due prime serate su RAI 1 sui problemi del clima: atmosfera e oceani.

Da ricordare, inoltre tre serie televisive, realizzate con la collaborazione del figlio Alberto, che sfruttarono le nuove tecnologie di rappresentazione servendosi della computer grafica: “La macchina meravigliosa, un viaggio dentro il corpo umano”, “Il pianeta dei dinosauri”, e “Viaggio nel cosmo”.

Una trilogia di serie scientifiche che riscosse un successo straordinario: vennero tradotte, infatti, in inglese, e vendute in oltre quaranta Paesi in Europa, America ed Asia.

Piero Angela ideò anche la serie “Quark italiani”: una serie di documentari riguardanti la natura, l’ambiente, l’esplorazione, e il mondo animale, prodotti e realizzati da autori italiani, tra cui Alberto Angela, che realizzò alcuni documentari in Africa.

Nel 1995 arrivarono “Superquark”, attualmente in produzione, e gli “Speciali di Superquark”, serate monotematiche su argomenti di grande interesse sociale, psicologico e scientifico. Tra questi gli indimenticabili “C’era una volta 100 anni fa”, “L’incredibile storia di Enrico Fermi”, “Albert Einstein”, “Il paese senza figli: le sorprese del crollo delle nascite”, “Shackleton, l’eroe dell’Antartide”.

Nel 1997 da una costola di Quark, nacque “Quark Atlante – Immagini dal pianeta”.

Piero Angela assieme a suo figlio Alberto, giornalista e divulgatore scientifico anche lui
Piero Angela assieme a suo figlio Alberto, giornalista e divulgatore scientifico anche lui

Molto intensa è stata anche l’attività di Piero Angela come scrittore, con la pubblicazione di diversi libri di genere divulgativo: Nel cosmo alla ricerca della vita” (1980); “La macchina per pensare” (1983); “Oceani” (1991); “La sfida del secolo” (2006); “Perché dobbiamo fare più figli” (con L. Pinna, 2008); “A cosa serve la politica?” (2011); “Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo” (con A. Barbero, 2012); “Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma” (2014); “Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo (2015); “Gli occhi della Gioconda” (2016). A questa nutrita lista di libri divulgativi, si va ad aggiungere la sua autobiografia: “Il mio lungo viaggio”, pubblicata nel 2017.

Piero Angela, in ultima analisi, riusciva a fare della divulgazione scientifica una vera e propria arte, con un linguaggio semplice, conquistando la stima sia di telespettatori che di lettori.

Ma è doveroso dire che oltre alla semplicità di esposizione dei contenuti, un altro elemento rendeva vincente la formula da lui ideata: l’umiltà.

Quel suo modo signorile di porsi davanti alle telecamere, costituiva un altro punto di forza che decretava il successo delle sue trasmissioni.

Con uno stile improntato alla garbatezza, e senza mai ostentare la propria sapienza, Piero Angela conduceva milioni di telespettatori verso un “piacevole viaggio volto alla scoperta del sapere”.

Era, indubbiamente, un uomo dal grande spessore culturale ed umano, che amava imparare costantemente per poi trasmettere le conoscenze acquisite, qualità che senza nessun azzardo, sono più uniche che rare, e che rappresentano un motivo d’orgoglio a livello nazionale.

Un altro merito da riconoscergli è stata la sua capacità di avvalersi della collaborazione di vari autori che curavano spazi dedicati ad un determinato tema nelle sue trasmissioni: dallo storico Alessandro Barbero, al fisico Paco Lanciano, all’etologo Danilo Mainardi (scomparso nel 2017), fino a Massimo Polidoro, giornalista e segretario del CICAP, esperto in fake news, e perfino il figlio Alberto, tutte le persone che hanno collaborato con Piero Angela hanno fornito un enorme contributo al successo dei suoi programmi televisivi.

Sulla base di queste ultime considerazioni, quindi, non è affatto azzardato il pensiero che sia stato proprio lui il primo, in Italia ad avere tracciato il percorso della divulgazione scientifica, e di avere aperto così la strada ad altri divulgatori, ponendo le basi per l’affascinante mondo del sapere.

Un mondo in cui c’è ancora molto da esplorare, e che grazie al lavoro mastodontico di un grande uomo, può essere raccontato dal team di divulgatori che ne hanno ricevuto il testimone, oltre che naturalmente, gli insegnamenti: una preziosa eredità da valorizzare, e da difendere, perché la cultura ha un valore inestimabile.

Non mi rimane che concludere con un saluto verso quel grande uomo che è stato capace di rendere la cultura piacevole, e coinvolgente, per moltissimi che, come me, hanno vissuto la generazione degli anni ‘80:

Ciao Grande Maestro, non ti dimenticheremo!

Nicola Scardina

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Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Nel maggio del 2021, fonda assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane. Dal dicembre 2021, gestisce Sicily Hub, portale di informazione dedicato alla Sicilia, fondato da Emanuele Fragasso. Dal luglio 2022, gestisce il sito The Italian News, una delle primissime redazioni under25 in Italia. Dall'agosto 2022 collabora con Palermo Post, scrivendo articoli di cronaca.

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