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Economia

Patologie renali: arrivano bonus ed agevolazioni, guida per non perdere nulla

Pubblicato da
Daniele Orlandi

A quali agevolazioni è possibile accedere nel corso del 2024 in caso di patologie a carico dei reni? Tutte le novità.

L’insufficienza renale è una condizione che ha molteplici possibili complicanze molte delle quali ascrivibili alla legge 104, altre ad esenzioni dal punto di vista sanitario. Ma come sarà strutturata la serie di bonus legati a problematiche ai reni nel corso del 2024?

Insufficienza renale e legge 104: quali sono i bonus disponibili – newsicily.it

Si tratta di un caso specifico che è bene conoscere con attenzione in merito alla sua articolazione nel campo delle agevolazioni intese come rimborsi, esenzioni, sussidi e per ciò che è afferente alla sfera lavorativa. E che fanno capo al tipo, o meglio al grado, di disabilità/invalidità che una apposita commissione medica dell’Inps stabilisce sulla base non solo della patologia stessa ma anche di una serie di altri fattori ed elementi ad essa correlati.

Malattie renali e agevolazioni: quali bonus sono disponibili

Per avere diritto alla Legge 104 nel caso di malattie dell’apparato urinario si fa riferimento a quelle che comportano una importante riduzione della capacità lavorativa. Si va dalla insufficienza renale cronica a quella in stadio terminale con dialisi peritoneale ed invalidità compresa tra il 71 e l’80%. Oppure con trattamento di emodialisi tre volte alla settimana o con dialisi peritoneale con efficacia del trattamento limitata e grado di invalidità compreso tra 81 e 90%. Si sale al 100% di invalidità nel caso di insufficienza renale in stadio terminale trattata con emodialisi trisettimanale, che va complicandosi in caso di altre condizioni.

Insufficienza renale. Le agevolazioni sul lavoro per invalidi e caregiver nel 2024 – newsicily.it

Ed infine per i pazienti con complicazioni post operatorie a seguito di trapianto renale e grado di invalidità compreso tra 51 e 100%. Ottenere il riconoscimento dell’invalidità totale e l’indennità di accompagnamento da pare delle commissioni mediche non è sempre facile ed occorre che sia accertata l’impossibilità di svolgere le attività quotidiane in autonomia tenendo conto di una serie di variabili.

In questo caso, i benefici sono molteplici: dai permessi lavorativi mensili per il lavoratore disabile e per il caregiver al congedo straordinario fino ad un massimo di due anni. Ed ancora la scelta della sede di lavoro più consona alle proprie esigenze di assistenza. A questo si associano i relativi sussidi per il tipo di invalidità e tutta una serie di esenzioni dal punto di vista dei medicinali, degli esami e dei trattamenti sanitari. Ricordiamo che per ottenere l’indennità di accompagnamento occorre avere un’invalidità totale ovvero una percentuale pari al 100% e quindi incapace di camminare in autonomia.

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Daniele Orlandi