Ora legale: vantaggi e svantaggi

Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2022 è stato effettuato il passaggio dall’ora solare all’ora legale. Come consueto le lancette degli orologi sono state spostate in avanti di un’ora, dalle 02.00 alle 03.00.

L’ora legale rimarrà in vigore per sette mesi, fino al 23 ottobre 2022. Il cambio dell’ora ci toglierà un’ora di sonno per una notte ma, d’altra parte, da oggi in poi il tramonto arriverà un’ora più tardi, permettendo così alle giornate di potersi “allungare”.

L’ora legale è la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo, specialmente per quanto riguarda le attività lavorative, infatti, lavorare con la luce naturale permette di risparmiare il consumo di energia elettrica.

Nei paesi dell’Unione europea l’ora legale ha inizio l’ultima domenica di marzo, e termina l’ultima domenica di ottobre, quando torna l’ora solare. Anche il Liechtenstein, Andorra, Monaco, San Marino, Svizzera, Norvegia e Città del Vaticano seguono le stesse regole.

Un discorso separato va fatto per il Regno Unito che fino al 31 gennaio 2020 ha fatto parte dell’Unione europea, seguendone le regole anche in termini di adozione dell’ora legale.

In merito al cambio d’ora sono emerse delle perplessità da parte di vari stati europei che nutrono seri dubbi sull’efficace risparmio energetico che derivi dall’ora legale; in questo articolo si cercherà di fare chiarezza sulla questione, esaminando i vantaggi e gli svantaggi del cambio d’ora, introducendo anche la storia dell’istituzione dell’ora legale.

Storia dell’ora legale

L’ora solare si riferisce all’orario statale usato durante il periodo invernale, quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale». Tale riferimento, tuttavia vale a livello nazionale, dato che invece l’ora locale sarebbe tecnicamente diversa in ogni punto del globo terrestre, in quanto riferita alla posizione della Terra rispetto al Sole.

Nelle società antiche, e prima della diffusione degli orologi, l’organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate.

Fra le comunità, formate in grande maggioranza da contadini, era un’abitudine consolidata con il passare del tempo, alzarsi sempre all’alba, seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera, o ritardo in autunno.

Nell’impero romano la cosiddetta ora prima era sempre quella che seguiva il sorgere del sole, indipendentemente dall’istante in cui questo evento astronomico si verificasse.

Per la maggior parte della sua storia, così l’uomo ha semplicemente seguito il ritmo del sole: sveglia all’alba, e a letto poco dopo il tramonto. È solo con la nascita della società industriale, e la diffusione degli orologi, che le nostre attività giornaliere hanno smesso di seguire il ciclo mutevole delle stagioni, fissandosi su un orario condiviso e convenzionale.

Per la prima volta, l’umo si trovava a sprecare ore di luce dormendo la mattina, per poi sprecare energia (o meglio candele) per illuminare la notte, in attesa di prendere sonno.

Benjamin FranklinPer comprendere l’inefficienza di queste nuove abitudini ci volle una delle più grandi menti del XVIII secolo: Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense, famoso per l’invenzione del parafulmine, e delle lenti bifocali.

Benjamin Franklin viene ricordato anche come l’autore dell’adagio inglese: “Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise” (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato).

Franklin pubblicò nel 1784 sul Journal de Paris, una sua idea sullo sfruttamento ottimale dell’ora, incitando la popolazione di Parigi ad adottarla: secondo lo scienziato era sufficiente spostare in avanti le lancette dell’orologio con l’arrivo dell’estate, così da svegliarsi un’ora prima, per approfittare delle giornate più lunghe e potere così risparmiare candele. Come succede spesso a molte grandi idee però, all’epoca l’idea di Franklin rimase del tutto inascoltata.

Ci volle più di un secolo affinché la proposta di Franklin trovasse finalmente il successo che meritava, anche se fu grazie all’evento cruento del primo conflitto mondiale.

William WillettQualche anno prima dello scoppio della Grande Guerra, nel 1907 venne formulata l’idea di istituire l’ora legale, grazie all’iniziativa dell’imprenditore inglese William Willet, che utilizzando le sue risorse finanziarie, pubblicò l’opuscolo: “The Waste of Daylight” (Lo spreco della luce del giorno), in cui propose che gli orologi venissero avanzati complessivamente di 80 minuti in quattro passi durante il mese di aprile e fare altrettanto alla rovescia a settembre.

I pomeriggi avrebbero avuto luce più a lungo aumentando il tempo libero, e facendo risparmiare 2,5 milioni di sterline per l’illuminazione. Willett suggerì che gli orologi venissero avanzati di 20 minuti alla volta alle 02.00 di notte nelle domeniche di aprile, e riportati indietro allo stesso modo nelle domeniche di settembre.

Nel 1908 Willett fece da promotore per un’energica campagna, riuscendo guadagnarsi il sostegno di un membro del parlamento: Robert Pearce, che fece molti tentativi non riusciti di far approvare la legge sull’istituzione dell’ora legale.

Anche il giovane Winston Churchill la promosse per qualche tempo, e l’idea fu esaminata nuovamente da un comitato parlamentare nel 1909, senza ottenere però alcun seguito.

Lo scoppio della prima guerra mondiale, come è stato scritto prima, rese la questione sull’ora legale molto importante, soprattutto a causa della necessità di risparmiare carbone. La Germania l’aveva già introdotta, quando la legge fu finalmente approvata in Gran Bretagna il 17 maggio 1916 con gli orologi che furono avanzati di un’ora la seguente domenica del 21 maggio, varata come un dispositivo teso ad incrementare la produttività in tempo di guerra all’interno della legge Defence of the Realm Act.

Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all’adozione del British Summer Time, imitata in breve tempo da molti altri paesi d’Europa. Tra i paesi che seguirono l’esempio inglese c’era anche l’Italia, dove il nuovo orario estivo rimase in vigore fino al 1920, per poi essere riproposto nuovamente durante la Seconda guerra mondiale, più precisamente dal 1940 al 1942, ed entrare poi definitivamente in vigore a partire dal 1966, anno a partire dal quale l’ora legale venne adottata con un calendario comune in tutta Europa.

La proposta di abolire il cambio d’ora in Europa

A partire dal 2018 è stato proposto in seno all’Unione Europea di abolire il cambio d’ora nei vari Paesi, affinché ciascuno stato abbia un unico orario (solare o legale, a discrezione della singola nazione) da mantenere tutto l’anno.

All’epoca questa risoluzione venne approvata con l’84% dei voti a favore, ma solo alcuni Paesi (come Francia, Germania e alcuni stati Nordeuropei) hanno effettivamente abolito il doppio cambio di orario. L’Italia invece ha ancora in vigore il passaggio regolare da solare a legale due volte l’anno.

I vantaggi dell’ora legale

La scelta di mantenere in vigore il cambio d’orario permette di ottenere un importante risparmio energetico: secondo i dati diffusi dalla società energetica Terna (primo operatore di rete indipendente di trasmissione di energia elettrica d’Europa, e tra i principali al mondo per chilometri di linee gestite), dal 2004 al 2020 il cambio d’ora ha permesso di risparmiare circa 10 miliardi di kWh di energia o, in termini economici, circa 1 miliardo e 720 milioni di euro.

L’ora legale ha permesso di risparmiare nel 2020 secondo Terna circa 400 milioni di kWh di energia, cioè una quantità equivalente al consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie. Al risparmio energetico bisogna aggiungere i benefici ambientali: cioè 250 mila tonnellate di CO2 in meno in atmosfera, e il risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro.

I dati del 2020 sono da considerare in una chiave di lettura particolare, data la pandemia, con la conseguente chiusura forzata di aziende e attività commerciali, ma analizzando i dati in una scala più ampia che, come scritto prima si riferisce nel periodo compreso tra il 2014, ed il 2020, rimane comunque innegabile il notevole risparmio in termini energetici, ambientali, ed economici.

Gli svantaggi dell’ora legale

Se, da una parte, il risparmio in termini energetici ed economici ha la sua importanza, dall’altra parte recenti studi suggeriscono un impatto negativo sulla salute umana.

Uno dei principali problemi è l’alterazione del ritmo circadiano del nostro corpo (Roenneberg et al., 2019), che va ad interferire con il nostro “orologio interno”, a cui spetta il compito di regolare il ciclo sonno-veglia.

Il cambio dell’ora va a scombussolare il nostro orologio interno, facendoci sentire stanchi, distratti e assonnati, specialmente durante il primo giorno di cambio orario. Ma non è solo questo il problema. Altri studi evidenziano come l’ora legale possa influire negativamente sulla quantità di infarti (Manfredini et al., 2018) e, addirittura, sul numero di suicidi (Lins et al., 2020).

La questione sul cambio d’ora rimane ancora aperta, e come spesso accade si tratta dell’ennesimo scontro tra benefici economici, e benessere dal punto di vista fisico, e psicologico, uno scontro in cui è difficile ovviamente individuare un “vincitore”, poiché i “contendenti” partono da presupposti diversi, difficili da conciliare.

Nicola Scardina

Articoli consigliati

Il vincitore di ‘MasterChef All Stars’ Michele Cannistraro a Palermo per incontrare gli allievi del Cirs allo Sperone.

Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Nel maggio del 2021, fonda assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane. Dal dicembre 2021, gestisce Sicily Hub, portale di informazione dedicato alla Sicilia, fondato da Emanuele Fragasso. Dal luglio 2022, gestisce il sito The Italian News, una delle primissime redazioni under25 in Italia. Dall'agosto 2022 collabora con Palermo Post, scrivendo articoli di cronaca.

Lascia un commento