Quirinale

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – Mi trovo a scrivere per una realtà completamente siciliana, voluta, fondata e gestita da siciliani, e allora perché non dar forza alle nostre tradizioni e cimentarle anche in altre situazione?

Attualmente non si fa altro che parlare, come è giusto che sia, dell’elezione del Presidente della Repubblica. Sono tanti i nomi tirati in ballo, ma nessuno è candidato, perché per essere eletti ci vogliono dei requisiti stabiliti dall’articolo 84 della Costituzione Italiana e non una consegna delle liste dei candidati. Ma andiamo oltre a questo errore, o per meglio dire, costruzione di possibili nomi ai quali è quasi impossibile opporre nome.

La figura di Mario Draghi

Tra i nomi tirati in ballo, abbiamo con l’asticella più alta Mario Draghi, voluto da parte del centrodestra . Centrodestra che per storia dovrebbe essere unanime al sostegno di chi è stato  il creatore ,cioè il Cavaliere, a Presidente della Repubblica.

Ma, avanza anche Gianni Letta

Ma nelle riunioni di centrodestra c’è una figura di conquasso poco rumoroso, perlopiù di scompiglio, ed è la figura di Gianni Letta, ex sottosegretario durante i governi presieduti da Silvio Berlusconi e tutt’ora consigliere di Silvio Berlusconi.  Una figura che crea conquasso, perché Gianni Letta ha un cognome abbastanza intrigante, è lo zio di Enrico Letta ovverosia il segretario del Partito Democratico. E’ stato il maestro di casa del patto della crostata (cena tra D’Alema, Berlusconi e G.Letta) nel 1997 e fatalità, D’Alema pochi giorni fa è rientrato nel PD, come a coronare il sostegno anche da parte del PD a Gianni Letta.

Letta, senior, è stato anche un tassello fondamentale per la formazione dell’esecutivo guidato dal nipote Enrico Letta. A livello nazionale, è noto a tutti, nutre di stima sia a destra che a sinistra, può essere un’ottima mossa per Silvio Berlusconi, per trattare al meglio l’elezione della Presidenza della Repubblica.

Trattare perché sino a ieri il Cdx si è riunito a Villa Grande e sembrava essere la fine delle trattative interne e dare il nome unanime di Silvio Berlusconi, ma stavolta non sono i partiti di cdx che si tirano indietro ma Berlusconi stesso, il quale non ha sciolto la riserva e ciò può giovare solo a suo favore, nel senso che contando i possibili parlamentari che lo voteranno anche a Sinistra, Silvio Berlusconi potrà mettere veti nel caso in cui la sua figura potesse non trovare la maggioranza qualificata per l’elezione a Presidente della Repubblica. Una partita molto astuta.

E se fosse Giuliano Amato?

Ma con molto silenzio irrompe, nel sostegno del PD a Gianni Letta, la figura di Giuliano Amato due volte Presidente del Consiglio, molte volte ministro di diversi Dicasteri e ad oggi è attualmente Vice-Presidente della Corte Costituzionale.

La figura di Draghi è quella più corteggiata “sotto mentite spoglie” da parte di Fratelli D’Italia, perché visto il consenso che nutre, FI, a livello di sondaggi vorrebbe andare subito al voto. Cosa che, a parer mio, non andrebbe contro le stesse volontà di Draghi, visto la larga maggioranza del suo governo e alcuni passaggi al Parlamento che hanno visto una maggioranza non qualificata. Si va verso le politiche, come potrebbe Draghi tenere a bada le istanze di Salvini insieme a quelle di Letta, tutti e due leader di Partiti, che si giocano elettori persi in altri partiti minori? Gli verrebbe difficile se non impossibile, e l’ha lasciato anche intendere nella conferenza di fine anno quando ha detto: “raggiunti tutti i 51 punti del Pnrr richiesti dalla Ue, sono un nonno al servizio delle istituzioni, il mio destino non conta”, quasi a dire che per lui il suo mandato può anche essere finito se il parlamento lo vota al Quirinale.

Ma avrà l’appoggio di chi non è all’interno della sua maggioranza, perché il governo in se sta procedendo alla grande tanto che L’Italia è stata incoronata dall’Economist come paese dell’anno, cosa che fino ad alcuni mesi fa non avveniva, anzi, spesso e volentieri eravamo tacciati.

La possibilità di Marta Cartabia

Non manca la possibilità di trattare tra i partiti su Marta Cartabia al Quirinale, donna di spicco istituzionale, già prima donna ad essere Presidente della Corte Costituzionale e nel Governo Draghi Ministro della Giustizia. Questa elezione potrebbe essere un buon segno, un cambio di rotta, una svolta storica, visto che nella storia della Repubblica non c’è stata nessun Presidente della Repubblica donna.

Gli altri papabili

Potrebbero essere possibili eletti alla carica anche Pier Feridinando Casini, Elisabetta Casellati, Emma Bonino, Paolo Gentiloni. Era un nome di equilibrio, per il PD, David Sassoli scomparso nei giorni scorsi.

I più scellerati invece sono i penta-stellati, che non comprendendo i tanti discorsi di Mattarella nei quali sosteneva sia la sua non rieleggibilità che in generale l’unico mandato del Presidente della Repubblica, giorni fa hanno sostenuto in maniera quasi unanime il voto per Sergio Mattarella il quale fu anche oggetto di offesa dagli stessi, che volevano anche l’Impeachment, istituto, che  tra l’altro in Italia non è contemplato.

La sicurezza per il quale abbiano fatto il nome di Mattarella, è che siccome sono il nulla nel quadro politico italiano, non conoscono altra persona, all’interno delle loro linee che abbia i requisiti come attualmente li ha Sergio Mattarella per poterla sostenere all’elezione del Quirinale. Sicuramente loro saranno gli ultimi con i quali trattare per una carica cosi di alto spessore e d’importanza rilevante.

 

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Riccardo Melia

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