Progetto di solidarietà e di inclusione sociale a Bagheria

Una domanda assilla da molto tempo le persone che si prendono cura, ogni giorno, di familiari con disabilità: “Cosa succederà quando non ci saremo più ad assistere i nostri cari?”. Una domanda angosciante, peraltro legittima, e soprattutto ampiamente condivisibile, che si pongono attualmente, molte famiglie italiane.

Una risposta a questa domanda, non può che può essere trovata attraverso fatti concreti, come: “La Casa di Elena”, un progetto di solidarietà e di inclusione sociale, nato con l’obiettivo principale di fornire delle soluzioni valide a quella delicata condizione, futura e purtroppo inevitabile, nella quale verrà a trovarsi una persona con disabilità dal momento in cui resterà priva del sostegno familiare.

L’iniziativa, avviata a Bagheria, nella Città Metropolitana di Palermo, nasce da Francesca Caridi, infermiera professionale, e madre di Elena, bimba di 7 anni, affetta dalla sindrome di Down

Francesca Caridi, promotrice del progetto "La Casa di Elena", assieme alla figlia
Francesca Caridi, promotrice del progetto “La Casa di Elena”, assieme alla figlia

Elena, a causa di un’agenesia (termine medico che descrive l’assenza completa di un organo, a causa di uno sviluppo embrionale errato), nasce priva della mano destra. Una condizione particolare, che più di un’anamnesi appare come una terribile sentenza, al punto tale da determinare l’abbandono della piccola in ospedale. Il caso volle, che la vita di Elena, si incrociasse con quella di Francesca proprio nel luogo, dove lei lavora come infermiera, al reparto di neonatologia, dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo.

Un incontro fortuito, grazie al quale i destini si uniscono: Francesca si affeziona sempre di più alla piccola Elena, accorgendosi che è davvero una bambina speciale, e dato che non riusciva a sopportare l’idea che nessuno si sarebbe occupato di lei, prendendosene cura, decise di chiederne l’affido.

Nell’arco temporale di meno di un anno, Francesca, assieme al marito riesce ad adottare Elena. È l’inizio di una vita assieme, piena di tanti doni ogni giorno, di sorrisi, di momenti difficili, di tanto impegno, di speranze, di nuovi piccoli e significativi traguardi. Una vita, come tutte le altre, fatta di preoccupazioni, ma che per la sua particolarità pone tanti interrogativi per il futuro. I più grandi tra questi interrogativi, si avvertono in modo prepotente: “come sarà la vita di Elena quando sarà grande? Quando non saremo più in grado di occuparci di lei, supportandola nella quotidianità. Cosa sarà di Elena “dopo di noi?”.

Una serie di domande che per una persona sensibile ed attiva nel sociale, come Francesca, necessitavano di risposte concrete. Nel 2018, Francesca, assieme ad un gruppo di volontari di Bagheria, fonda l’Associazione “La Terra nelle nostre mani”, per dare una mano ai genitori di bambini con disabilità. È un primo passo in avanti per creare le basi, di un progetto ancora più grande: “La Casa di Elena”.

Il progetto: “La Casa di Elena”

Il progetto: “La Casa di Elena” nasce dall’esigenza di tante famiglie di ragazzi e adulti disabili, di potere assicurare loro un futuro dignitoso.

La finalità generale del progetto è incentrata sul potere dare ad alcuni ragazzi, e adulti disabili della Città Metropolitana di Palermo, la possibilità di realizzare un passaggio dall’autonomia di base in famiglia, ad un’autonomia di gestione della vita quotidiana che permetta l’acquisizione di un’identità più consapevole, e di una condizione di vita qualitativamente migliore.

L’idea progettuale, in pratica, consiste nel fornire un percorso assistito, in cui, grazie al supporto di tutor specializzati, persone con disabilità, assieme alle loro famiglie vengono aiutati nella costruzione di una vita autonoma, con varie fasi di distacco che avvengono in maniera graduale.

Agli assistiti verrà messo a disposizione un luogo nel quale verranno predisposti dei laboratori didattici dai cui potere avviare una fase di raggiungimento dell’autonomia, che procedendo per gradi, gli permetta di saper comunicare, di orientarsi, di usare servizi, ecc.

Gli assistiti saranno incentivati a partecipare attivamente alla collaborazione domestica, per svolgere attività quotidiane; e saranno, inoltre, educati ad un rispetto reciproco, e altri principi di normale convivenza di gruppo.

Il progetto si propone, altresì, di favorire l’inclusione sociale, sviluppando nuove reti di relazione che favoriscono ambiti di socializzazione. I momenti di aggregazione, anche con soggetti normodotati, saranno lo strumento utile per favore lo sviluppo delle potenzialità della persona con disabilità, assicurandogli così delle aspettative per una vita qualitativamente migliore.

Gli obiettivi del progetto, comprendono anche, nei limiti del possibile, aiutare gli assistiti ad assicurarsi una situazione economica che gli permetta di realizzare delle scelte di vita, nonché aiutarli a sapersi organizzare per usare un mezzo di trasporto, in modo da spostarsi in autonomia.

L’equipe di professionisti seguirà passo passo ogni progetto degli assistiti, che sarà personalizzato in base alle esigenze specifiche. I risultati di ognuno verranno verificati e rielaborati al raggiungimento degli obiettivi: l’autosufficienza e indipendenza.

Gli obiettivi descritti prevedono una serie di azioni, che riguardano l’attivazione di un percorso di riflessione sull’autonomia rivolto alle famiglie degli assistiti, coordinato da una psicologa e da volontari dell’associazione “La Terra nelle nostre mani”.

Un progetto di solidarietà, degno di nota, e sicuramente meritevole, necessita del massimo aiuto possibile, per questo motivo è stato fatto realizzare un sito internet da Francesca Caridi, assieme ai volontari dell’associazione “La Terra nelle nostre mani”: https://www.lacasadielena.org/ , attraverso il quale è possibile effettuare una donazione, per portare avanti le attività del progetto “La Casa di Elena”. Una campagna di raccolta fondi è presente anche nel portale Gofundme.com, al seguente link: https://www.gofundme.com/f/la-casa-di-elena-una-risposta-al-dopo-di-noi .

Non ci resta, quindi che aiutare Francesca a diffondere e a supportare concretamente la sua idea progettuale; per far si che quell’angosciante domanda: “Che cosa succederà dopo di noi?”, trovi finalmente una risposta confortante.

Nicola Scardina

 

Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Dal 2020 è addetto stampa di WeStart, incubatore di startup, e dal 2021, gestisce assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane.