Invecchiamento cerebrale precoce, uno studio rivela una delle principali cause: è un ‘disturbo’ molto diffuso

Alcuni ricercatori hanno recentemente scoperto la causa dell’invecchiamento celebrale: è un disturbo piuttosto comune. 

Uno degli organi più importanti del corpo umano è senza dubbio il cervello, poiché è in grado di controllare l’intero organismo e i vari pensieri. E non solo: questo straordinario organo riesce addirittura ad archiviare la memoria, a padroneggiare il linguaggio, a muovere le braccia e le gambe e a controllare tutti gli altri organi. Nonostante il cervello venga studiato costantemente da secoli, gli scienziati sono ancora attorniati da innumerevoli domande senza risposta. Questa meravigliosa macchina possiede infatti una misteriosa immaginazione e un’enigmatica coscienza.

Invecchiamento cerebrale
Cause dell’invecchiamento cerebrale – (Newsicily.it)

Tuttavia, il cervello è anche caratterizzato dall’invecchiamento, il quale può arrivare in modo rapido e senza preavviso. Un nuovo studio ha finalmente scoperto una delle cause principali che porta il cervello ad invecchiare progressivamente.

Lo studio che svela la causa dell’invecchiamento celebrale

Per molti studiosi il cervello è l’oggetto più complesso dell’Universo, poiché è un vero e proprio ingranaggio formato da 100 miliardi di neuroni e da 100.000 miliardi di sinapsi. Questa struttura geniale contiene inoltre i sogni, i pensieri, i ricordi e i caratteri di ogni essere umano. Ciò che sorprende maggiormente è il fatto che riesca a consumare quanto una semplice lampadina, cioè tra i 10 e i 23 watt. Tuttavia, il cervello non può funzionare perfettamente per tutta la vita, questo organo è infatti colpito dal cosiddetto invecchiamento cerebrale.

invecchiamento cerebrale
Invecchiamento – newsicily.it

Quest’ultimo sopraggiunge solitamente in tarda età e causa degli effetti a catena, come ad esempio la perdita di memoria. Per quale motivo allora arriva l’invecchiamento cerebrale? In realtà, ci sono ancora tantissimi misteri che ruotano attorno a questo argomento, ciononostante un nuovo studio potrebbe aver scoperto una delle cause principali.

In modo particolare, un gruppo di ricercatori della Yale University ha recentemente ottenuto un grandissimo risultato, attraverso una tecnica di scansione celebrale innovativa. Il team è infatti riuscito a dimostrare che la densità sinaptica diminuisce con 10 anni di anticipo nelle persone che soffrono di depressione. In altre parole, il cervello di un essere umano sano inizia ad invecchiare a 50 anni, mentre quello dei pazienti colpiti dalla depressione inizia addirittura ad invecchiare a 40 anni.

Tutto questo ha ovviamente delle ripercussioni sulla vita quotidiana: perdita di memoria, ansia e irritabilità. Alcuni pazienti avvertono inoltre un rallentamento del linguaggio, un annebbiamento cerebrale e, soprattutto, i primi sintomi dell’Alzheimer. Ad ogni modo, il nuovo metodo utilizzato dai ricercatori della Yale University aprirà sicuramente una nuova porta verso il futuro. L’obiettivo principale è quindi quello di riuscire ad analizzare il cervello dei pazienti colpiti dalla depressione con uno screening, per scovare gli eventuali segni di invecchiamento celebrale.

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