Un legame molto significativo e indissolubile. E’ quello che lega Gianfranco Ponte, palermitano classe 1981, impiegato, felicemente marito di Leda e padre di Emanuel e Alessia ma soprattutto un grande estimatore di Totò, storico attore, commediografo, poeta, paroliere e sceneggiatore napoletano.


Tutto iniziò quando Gianfranco aveva appena 6 anni e vide Totò che interpretava Pinocchio. Da lì nacque il grande amore. Organizzava sketch e scenette in casa che riprendeva con una telecamera. Scene e spettacoli che, tuttora, porta in giro per l’Italia. Attività che col tempo non ha abbandonato, anzi, lo ha portato in giro per i teatri a raccontare il principe della risata.


Apprezza particolarmente il Totò degli anni venti, ovvero dell’avanspettacolo apprezzato e stimato per la sua genialità, stravaganza e purezza. ‘Sregolatezza’ (del corpo e della faccia) era la parola d’ordine.


Un incontro particolare


Nel 2002 Gianfranco incontra casualmente Liliana De Curtis, figlia di Totò, al cimitero di Santa Maria del Pianto a Napoli. Da lì entra in contatto con la famiglia del comico.

Il legame con Totò

“Con Totò – continua Gianfranco – mi lega probabilmente quella malinconia che poi quando si è a contatto col pubblico diventa gioia e felicità”.

Durante la pandemia…

“In questo ultimo periodo, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19 – spiega Gianfranco – ho iniziato a scrivere un secondo libro sul principe ed ho continuato a studiarlo e ad immaginarlo anche in sketch non suoi. Riproponendo alla sua maniera macchiette di Giuseppe Cioffi ed Egidio (conosciuto come Gigi) Pisano sulla voce di Vittorio Marsiglia”.

Progetti futuri?

“Mi sono inventato – conclude Gianfranco – un programma per il web totalmente amatoriale dal titolo “La vita è uno spettacolo” con me anche Ino e Gianni Scuderi. Una realtà dove parliamo di musica e dei personaggi dello spettacolo uniti tra loro dall’amore per la musica”.

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Gabriele Giovanni Vernengo