I 3 poteri dello stato

La Separazione dei poteri: le fondamenta dello Stato di diritto e della democrazia liberale

I Poteri dello Stato, e gli organi principali dello Stato Italiano

Prosegue la nostra rubrica riguardante l’Educazione Civica con questo articolo dedicato ai Poteri dello Stato, descrivendo la loro funzione, e gli organi dello Stato Italiano a cui spetta il compito di esercitarli.

Anche in quest’occasione riteniamo opportuno fare una premessa generale sull’argomento, prima di entrare nei dettagli.

Il Principio della Divisione dei Poteri

Un organismo complesso come lo Stato per potere funzionare deve essere strutturato in diversi organi, ognuno dei quali ha competenze diverse e poteri specifici su determinati aspetti e settori della cosa pubblica.

Nelle democrazie, infatti, i poteri dello Stato non possono essere accentrati in un unico organo, ma devono essere separati per controllarsi a vicenda e in modo tale che nessuno possa prevaricare sugli altri.

Ciò avviene seguendo il Principio della Divisione dei Poteri (o Principio di Separazione dei Poteri), che, nel diritto, è uno dei principi giuridici fondamentali dello Stato di diritto, e della democrazia liberale.

Il Principio della Divisione dei Poteri consiste nell’individuazione di tre funzioni pubbliche principali nell’ambito della sovranità dello Stato:

  • legislazione,
  • amministrazione,
  • giurisdizione.

In base a tale principio a queste tre funzioni pubbliche devono essere attribuiti altrettanti poteri:

  • Potere Legislativo – Il potere di fare le leggi.
  • Potere Esecutivo – Il potere di fare eseguire le leggi.
  • Potere Giudiziario – Il potere di valutare il rispetto delle leggi e di punire chi non le osserva.

La separazione dei poteri fu teorizzata per la prima volta nel XVII secolo, quando alcuni intellettuali misero in discussione il principio dell’assolutismo monarchico (che all’epoca vigeva in quasi tutti i Paesi).

Il massimo teorico sul Principio della divisione dei poteri fu Charles-Louis de Montesquieu, filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese.

Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, meglio noto solamente come Montesquieu (La Brède, 18 gennaio 1689 – Parigi, 10 febbraio 1755), è stato un filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri.
Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, meglio noto solamente come Montesquieu (La Brède, 18 gennaio 1689 – Parigi, 10 febbraio 1755), è stato un filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri dello stato.

Il Principio della divisione dei poteri

In particolare, Montesquieu, sostenne che i tre poteri dello Stato dovessero essere indipendenti l’uno dall’altro, in modo da garantire il rispetto della legalità, ed abbattere eventuali distorsioni democratiche dovute ad abusi di potere e fenomeni di corruzione.

Adesso verranno analizzati in sintesi gli organi dello Stato Italiano a cui sono demandati i tre poteri.

Il Parlamento italiano esercita il potere legislativo

L’organo dello Stato Italiano a cui viene attribuito il potere legislativo è il Parlamento, composto da due Camere: Camera dei Deputati, e Senato della Repubblica, i cui membri vengono eletti direttamente dai cittadini italiani ogni 5 anni, con suffragio universale.

“Ma cosa significa Suffragio Universale si chiederà qualcuno”? La risposta alla domanda è molto semplice: per suffragio Universale si intende il principio secondo il quale tutti i cittadini, di norma al raggiungimento della maggiore età, possono esercitare il diritto di voto e partecipare alle elezioni, e ad altre consultazioni pubbliche (come i referendum), senza alcuna restrizione di natura culturale, socio-economica o psicologica (per es. di etnia, ceto, genere, orientamenCostituzione to sessuale); è perciò contrapposto al suffragio ristretto, che può essere fondato sul censo (suffragio censitario), sul sesso (suffragio maschile, perché il diritto di voto non è riconosciuto alle donne) o sul grado d’istruzione.

La Camera dei Deputati, con sede a Palazzo Montecitorio a Roma, è formata da 400 membri, detti “deputati”, mentre il Senato della Repubblica (chiamato anche più semplicemente come “Senato” con sede nella capitale a Palazzo Madama) è formato da 200 membri, detti “senatori”.

Il numero dei deputati e dei senatori è stato deciso da una legge costituzionale del gennaio 2020, con la quale i deputati diminuirono da 630 a 400, e i senatori da 315 a 200.

Il periodo, durante il quale il Parlamento rimane in carica è chiamato “Legislatura”; la Legislatura attualmente in corso è la XIX del Parlamento Italiano, in carica dal 13 ottobre di quest anno.

Il Suffragio Universale

Le funzioni del Parlamento italiano

Al Parlamento spetta, come è giù stato descritto, il compito di fare le leggi, ma come nasce una legge?

Per rispondere alla domanda, possiamo fare una breve sintesi (riservandoci comunque di esaminare l’argomento con maggiore accuratezza dei dettagli in un prossimo articolo).

Per fare una nuova legge, si inizia sempre da una proposta, che può essere formulata da vari soggetti: membri del Parlamento, Governo, alcuni enti pubblici, o anche direttamente i cittadini (in tal caso è necessario raccogliere almeno 50.000 firme).

Quando viene presentata una proposta di legge, il Parlamento la discute e la valuta. Se è approvata dalla maggioranza sia dei deputati, sia dei senatori, diventa legge.

In casi eccezionali il Parlamento può delegare il potere legislativo al Governo e autorizzarlo a emanare misure che hanno valore di legge (chiamate decreti legislativi) su specifiche questioni e per un periodo limitato di tempo.

È da evidenziare che il Parlamento, oltre ad esercitare il Potere Legislativo, svolge altre funzioni, come ad esempio le cosiddette “funzioni di indirizzo”, nel senso che “indirizza” l’operato del Governo verso una determinata linea politica.

Una funzione che, ovviamente, rispetta la forma di governo presente in Italia: la Repubblica Parlamentare (vedi articolo precedente), per la quale il Governo per potere rimanere in carica ha bisogno della fiducia del Parlamento, in caso contrario è costretto a dimettersi.

Il Parlamento, inoltre, ha anche funzioni di controllo sul Governo, effettuate tramite le interrogazioni e le interpellanze parlamentari: senatori e deputati hanno la facoltà di chiedere spiegazioni ai membri del Governo su questioni specifiche.

Infine, Camera e Senato possono avere funzioni di inchiesta, istituendo commissioni per indagare su determinati fenomeni.

Non bisogna, infine, dimenticare la grande responsabilità del Parlamento derivata dall’elezione del Presidente della Repubblica, ovvero il Capo dello Stato.

Sempre in ragione del fatto che l’Italia è una Repubblica Parlamentare, spetta al Parlamento eleggere il Presidente della Repubblica, in seduta comune, ogni 7 anni; all’elezione partecipano anche i delegati in rappresentanza delle 20 regioni italiane.

Il Governo: l’organo che esercita il potere esecutivo in Italia

Il potere esecutivo in Italia è esercitato dal Governo, un organo con sede a Roma, a Palazzo Chigi, composto dal Presidente del Consiglio e dai Ministri (perciò è detto anche Consiglio dei Ministri).

In pratica, il Governo è l’organo che “fa la politica” in Italia (come d’altronde avviene anche negli altri paesi), prendendo le decisioni sulle questioni urgenti, sia in politica estera, sia interna.

Tuttavia è responsabile nei confronti del Parlamento, il quale, se non approva il suo operato, può sfiduciarlo e farlo dimettere, con la mozione di sfiducia.

Il Governo ha potere legislativo solo nei casi in cui gli è demandato dal Parlamento. Esso, però, può anche emanare decreti-legge, cioè misure che entro 60 giorni devono essere convertiti in legge dalle due Camere, altrimenti perdono la loro validità (in questa caratteristica si differenziano dai decreti legislativi).

La formazione di un Governo

Il Presidente del Consiglio dei Ministri è nominato dal Presidente della Repubblica sulla base delle indicazioni ricevute dai leader dei gruppi parlamentari tramite le consultazioni; i Ministri sono proposti dal Presidente del Consiglio e approvati sempre dal Presidente della Repubblica.

È quindi palesemente falsa, e priva di ogni fondamento, la diceria circolante spesso nei social network, in cui molti manifestano il loro disappunto verso un “governo non eletto dal popolo”, poiché da quando in Italia vige la Repubblica, non c’è mai stato un caso in cui il capo del governo sia stato eletto direttamente dal popolo; non sarebbe possibile, visto che si tratta di una Repubblica Parlamentare (vedi l’articolo precedente).

Il Presidente del Consiglio è il capo del Governo, ed è responsabile della linea politica generale; di fatto, è il principale detentore del potere esecutivo.

I Ministri sono invece responsabili delle politiche per i loro rispettivi settori (interni, esteri, difesa, sanità, istruzione, economia, ecc.).

Esistono, inoltre, i cosiddetti “Ministri senza portafoglio”, cioè delegati del Presidente del Consiglio per determinate materie, che fanno ugualmente parte del Consiglio dei Ministri, pur non essendo preposti a nessun ministero.

Schema che descrive come avviene l'elezione del parlamento, l'elezione del presidente della repubblica, e la nomina del capo del governo in una repubblica parlamentare come l'Italia
Schema che descrive come avviene l’elezione del parlamento, l’elezione del presidente della repubblica, e la nomina del capo del governo in una repubblica parlamentare come l’Italia

La Magistratura: l’organo che in Italia esercita il Potere Giudiziario

Il potere giudiziario, in Italia è esercitato della Magistratura, che è divisa in varie branche.

Innanzitutto, c’è la magistratura ordinaria, che si occupa dei processi civili (concernenti i rapporti tra i privati, e quelli tra i privati e gli enti pubblici in alcuni ambiti) e processi penali (che valuta i comportamenti illeciti).

Esiste poi la giustizia amministrativa, composta dai Tribunali amministrativi regionali (TAR) e dal Consiglio di Stato, che si occupa degli interessi dei cittadini nei confronti della Pubblica amministrazione e di altre materie indicate dalla legge.

Fra le altre componenti vi sono la magistratura contabile (Corte dei Conti), quella onoraria (giudici di pace), quella tributaria e quella militare.

Il consiglio Superiore della Magistratura

Per quanto riguarda la Magistratura Ordinaria, l’organo di rilievo a livello nazionale è il Consiglio Superiore della Magistratura, è il più importante ente di magistratura ordinaria dell’ordinamento politico italiano, che gode di governo autonomo. Ha sede a Roma presso il Palazzo dei Marescialli.

Ha lo scopo di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo, secondo il principio di separazione dei poteri espresso nella Costituzione della Repubblica italiana.

Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 27 membri e presieduto dal Presidente della Repubblica che vi partecipa di diritto. Altri membri di diritto sono il primo presidente e il procuratore generale della Corte suprema di cassazione.

Gli altri 24 componenti sono eletti per i 2/3 da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, 16) e per 1/3 dal Parlamento riunito in seduta comune tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (membri laici, 8).

Con la presenza di questi ultimi i costituenti vollero impedire che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura si trasformasse nella creazione di una specie di casta separata da tutti i poteri dello Stato e “gelosa” dei suoi privilegi.

La carica di consigliere è incompatibile con quella di parlamentare o di consigliere regionale. Il Consiglio elegge il vicepresidente tra i membri eletti dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Spetta, dunque, alla legge ordinaria determinare quanti sono i componenti e come sono eletti.

Termina qui la trattazione sulla divisione dei Poteri dello Stato, e la visione generale sugli organi, in Italia che li esercitano.

Sperando ancora una volta di essere riusciti a catturare il vostro interesse, vi diamo appuntamento per la prossima settimana, con un nuovo argomento incentrato sulla Costituzione della Repubblica Italiana.

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