Fondi FLAG – La denuncia della Federazione Armatori Siciliani

I vertici della FAS presentano un esposto alla magistratura per il commissariamento dei Consorzi Siciliani FLAG

La denuncia della FAS: “Fondi FLAG una torta da spartire privilegiando l’ingordigia per pochi”

Risale a circa una settimana fa la denuncia della FAS (Federazione Armatori Siciliani) in merito alla questione legata ai fondi FLAG1 (Fisheries Local Action Groups) riguardante, la gestione da parte dei Consorzi Siciliani FLAG, ritenuta da FAS inefficace per sopperire alla mancanza di strutture e di infrastrutture portuali adeguati alle normative vigenti; motivo per il quale i vertici della FAS hanno presentato nei giorni scorsi un esposto alla magistratura chiedendo il commissariamento dei Consorzi Siciliani FLAG.

Con una lettera congiunta Alfio Fabio Micalizzi, e Natale Pipitone, rispettivamente presidente regionale, e Coordinatore Provinciale di Palermo della FAS, si sono rivolti al Governo siciliano, ai Prefetti, e ai Questori di Palermo e Catania, nonché alle Direzioni marittime delle due città, per fare luce sulla vicenda dei fondi FLAG.

Nella missiva, il cui oggetto è la “Richiesta di Commissariamento dei Consorzi Siciliani FLAG”, come già è stato anticipato, appare chiara la denuncia della Federazione Armatori della Pesca: “Fondi FLAG spartizione di una torta”.

Pervengono a Codesta Federazione” – si legge nella lettera – “diverse rimostranze da parte della piccola e media marineria siciliana, in relazione all’esercizio dei fondi FLAG Riviera Jonica Etnea, Flag Torri e Tonnare del litorale Trapanese, FLAG Isole di Sicilia, Flag Golfi di Castellammare e Carini. Tralasciando il dato basilare che l’intera Isola non beneficia di strutture e infrastrutture portuali adeguati alle normative vigenti, tra l’altro non in sicurezza”.

Nella lettera-denuncia dei vertici della FAS, inoltre, si evidenzia il problema di non avere ricevuto nessuna proposta concreta, da parte dei Consorzi Siciliani FLAG, che sia incentrata sull’obiettivo di proteggere le zone costiere siciliane

A parere dello scrivente va mostrato che lo stesso accade in merito ai progetti dei fondi FLAG, non si riscontra nessuna corretta proposta sull’obiettivo di proteggere il Mare quale risorsa per la sopravvivenza delle specie, nessuna capacità progettuale in grado di rilanciare il settore della pesca, nessuna progettualità in grado di generare scuole di preparazione tecnica per l’approccio al settore della pesca, nessuna progettualità coerente ne bloccare un settore in caduta libera e sempre più in disgrazia”.

La denuncia della FAS prosegue nella lettera inviata alle autorità giudiziarie, analizzando in maniera ancora più dettagliata le problematiche inerenti la mancanza di una strategia che possa generare risorse per il rilancio e lo sviluppo delle marinerie siciliane.

Ad oggi, si continua con la decapitazione delle flotte isolane, a causa dell’inesistente capacità di generare risorse per rilanciare la marineria locale. Nessuna corretta idea strategica per creare ricchezza, occupazione, innovazione, pianificazione e progettualità, nessuna azione reale in grado di perfezionare la sanificazione e bonifica marina, generare occupazione, generare sviluppo sostenibile e alternativo, in grado di sollevare le sorti di una intera marineria che ha le capacità ed è in grado di coinvolgere un reale cambiamento dell’intero territorio dell’Isola, proponendo adeguamenti infrastrutturali, rilancio dei comparti economici e produttivi della pesca artigianale e professionale, della trasformazione del pescato, della valorizzazione del mare con interventi per il recupero della flora e della fauna, per lo sviluppo del settore turistico e la tutela dei beni culturali e ambientali, lo sviluppo del settore cantieristico e da diporto, una evoluzione della logistica, ma soprattutto l’attuazione di una corretta e consona Tutela Ambientale, che ad oggi nulla si è fabbricato”.

I vertici della FAS, proseguendo nella lettura della denuncia, rimarcano la loro posizione: “Sembrerebbe che i fondi Flag siano più una ‘spartizione di una torta’ con la distribuzione di ‘piattini’ dove si privilegia l’ingordigia per pochi, mantenendo il settore della pesca siciliana in uno stallo che trascina l’Isola nel baratro”.

L’esposto-denuncia alla magistratura della FAS si conclude con la richiesta dell’istituzione di un tavolo tecnico per il rilancio delle marinerie del comparto della pesca, dei lavoratori del settore, da riconoscere su tutto il territorio della Regione siciliana.

La Federazione Armatori Siciliani chiede in sintesi il Commissariamento di tutti i Consorzi FLAG della Sicilia, e l’istituzione di un tavolo tecnico per il rafforzamento della capacità istituzionale, ed amministrativa delle Regioni, e degli Enti Locali, per una corretta valutazione mediante il reclutamento di nuove figure professionali in grado di produrre il cambiamento indispensabile per l’intera Isola.

Secondo la FAS occorre adottare dei criteri in grado di valutare proposte serie, seguendo la Logical Framework Analysis2, per valutare una proposta progettuale prendendo in considerazione i criteri di pertinenza, cioè:

    • gli obiettivi progettuali devono basarsi su problemi reali dei beneficiari, del territorio, delle organizzazioni che operano nel settore, ecc.;
    • la coerenza interna, vale a dire la misura in cui il progetto è costruito seguendo un preciso schema logico, in base al quale le attività portano ai risultati, i risultati all’obiettivo specifico, e l’obiettivo specifico all’obiettivo generale, attraverso un’analisi della catena dei risultati;
    • la sostenibilità, cioè in che misura il miglioramento della situazione dei beneficiari può considerarsi duraturo.

Per quanto sopra espresso” – prosegue la lettera – “al fine di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi, chiede l’istituzione di un tavolo tecnico per il rilancio delle marinerie del comparto della pesca, dei lavoratori del settore, da riconoscere su tutto il territorio della Regione siciliana.

La Federazione Armatori Siciliani si riserva di presentare un dettagliato esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica competente e rimane in attesa di sollecito riscontro nell’interesse dei cittadini utenti consumatori, delle Imprese di Pesca, dei Pescatori, degli Armatori Locali, si elegge domicilio digitale presso PEC federazionearmatorisiciliani@pec.it e/o domicilio Legale presso lo studio dell’Avv.to Francesco Silluzio sede di Catania, via E. D’Angiò n. 2, tel. 095 7164041. Trasmissione istanza a mezzo PEC”.

Non rimane quindi che aspettare come si evolva ulteriormente la questione sollevata dai vertici FAS, affinché sia fatta luce sulla vicenda dei fondi FLAG.

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Glossario

1 Il Fisheries Local Area Action Group (FLAG) è una strategia di sviluppo della comunità costiera. È amministrato da Bord Iascaigh Mhara (BIM) ed è cofinanziato dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. La strategia del FLAG è incentrata sul ringiovanimento delle coste e sul rinnovamento delle pratiche e delle competenze nei settori della pesca, e dell’acquacoltura con l’obiettivo principale di apportare valore aggiunto alle comunità costiere.

2  Logical Framework Analysis: è uno strumento di gestione per la pianificazione e l’attuazione efficace di progetti di sviluppo. Fornisce informazioni chiare, concise e sistematiche su un progetto attraverso un framework. A partire dai vari componenti di un progetto, come: obiettivi, attività, risultati e indicatori, la Logical Framework Analysis aiuta ad effettuare un collegamento fra essi, presentandone la stretta relazione che li lega, portado così al raggiungimento dei risultati attesi.

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