Dronitalia: Startup innovativa di Palermo che impiega droni “tuttofare”

Interviste di NewSicily all’Ing. Roberto Ingraldi, CEO di Dronitalia, e all’Avv. Andrea Vincenti, che ha veicolato l’operazione effettuata in Sicilia dagli investitori turchi

Risale a quasi un mese fa, la costituzione a Palermo, di “Dronitalia”, una Startup innovativa che intende effettuare l’analisi, il monitoraggio, e la verifica sia di infrastrutture sia di aree geografiche per mezzo di droni programmati con appositi software, progettati per lo svolgimento di servizi di surveying & inspections. L’ideazione di Dronitalia si avvale della partnership con due società turche: Delta Solar, e Peta Aerial Analysis, quest’ultima leader in Turchia nello svolgimento di servizi con veicoli senza pilota. Abbiamo voluto incontrare l’Ing. Roberto Ingraldi, CEO di Dronitalia, e l’Avv. prof. Andrea Vincenti, co-founding partner dello studio legale Lexia Avvocati che ha veicolato l’operazione effettuata in Sicilia dagli investitori turchi, per delle interviste che siamo lieti di pubblicare.

Intervista all’Ing. Roberto Ingraldi, CEO di Dronitalia

Salve, Ing. Ingraldi, come è nata l’idea di creare Dronitalia, una startup innovativa che propone l’utilizzo di droni?

Buongiorno e grazie per il tempo che ci state dedicando. L’idea nasce in Turchia dove sono il CEO di Delta Solar. Delta utilizza i droni da molto tempo per la progettazione di grandi impianti per le energie rinnovabili, ed inoltre, si occupa di mappature per effettuare indagini sul territorio, attraverso una sua modellazione tridimensionale.

Il nostro partner è sempre stato il Gruppo Peta che, negli anni, ha saputo dimostrare una grande competenza professionale ovunque abbia lavorato (Europa, Africa, Medio Oriente, Asia). Un giorno mi sono chiesto perché non portare questo tipo di attività in Italia dove il territorio presenta sempre parecchie problematiche tecniche? Così è partita la nostra partnership con il Gruppo Peta.

Ingegnere Roberto ingraldi, CEO di Dronitalia

L’Ingegnere Roberto ingraldi, CEO di Dronitalia

Perché è stata scelta proprio la Sicilia, come sede della Startup?

Io sono nato in Sicilia. È la mia terra, e anche se la ragione porterebbe altrove mi sento in dovere di creare attività in Sicilia. È sicuramente un piccolo contributo, ma doveroso.

Può parlarci delle aziende turche, partner di Dronitalia? Di cosa si occupano?

Delta Solar si occupa di sviluppare, e finanziare progetti nel settore delle energie rinnovabili con un ampio raggio d’azione che si estende dall’Europa all’Africa, fino ad arrivare anche in Asia, comprendendo il Medio Oriente, ed i paesi che facevano parte della ex Unione Sovietica.

Peta si occupa di servizi con Droni, come ad esempio: Mappatura del territorio, indagini geografiche, analisi termiche, controllo boschivo e del territorio, sicurezza di territori, persone e cose, trasporto con droni di documenti urgenti, rendering 3 D, fotografia e cinematografia, assistenza all’agricoltura, etc. Il tutto con software sviluppati internamente.

Quali potrebbero essere i campi di utilizzo dei droni, ed i vantaggi che ne derivano?

I campi sono limitati solo dalla propria creatività e i vantaggi sono enormi. Noi in questo momento possiamo sapere quanti alberi ci sono in una foresta, e di che tipo e se crescono bene, possiamo vedere se qualcuno è in pericolo, possiamo dare ai contadini informazioni sulle loro colture, etc.

Avete già iniziato una fase di recruiting?

Si abbiamo iniziato una fase di reclutamento del personale, e devo dire che sono rimasto positivamente colpito dal livello culturale di base nel settore dei droni in Sicilia.

Sceglieremo i nostri piloti, li addestreremo nelle nostre strutture operative all’estero, e le porteremo indietro in Italia a lavorare.

Dopo i piloti passeremo a tecnici per l’interpretazione e l’elaborazione delle immagini, e delle informazioni ricevute.

Le tecnologie legate all’utilizzo dei droni, nei prossimi anni potrebbero evolversi per diventare ancora più performanti. Quali potrebbero essere gli scenari futuri, ed i conseguenti usi dei droni?

Qui vi lascio sognare. Non vi è gruppo mondiale che non stia investendo nei droni, vedi ad esempio Tesla. Quanto più saranno performanti quanto più larga sarà lo scenario di impiego, e mi rivolgo al settore civile ovviamente.

Intervista all’Avv. prof. Andrea Vincenti, co-founding partner dello studio legale Lexia Avvocati, e docente di diritto commerciale presso l’Università Jean Monnet

Salve, Avv. Vincenti. Grazie alla Legge di Bilancio del 2017, è stato introdotto un nuovo tipo di visto per cittadini stranieri non appartenenti all’UE che intendano effettuare investimenti o donazioni in Italia. Ci può descrivere ulteriori dettagli, in merito?

Il programma Investor VISA for Italy, introdotto con la Legge di Bilancio del 2017, mira ad attirare in Italia investitori stranieri, nello specifico si tratta di cittadini non appartenenti all’Unione Europea.

La misura adottata dal programma Investor VISA for Italy consiste, in pratica, nel concedere un visto ai cittadini dei paesi extra-europei, riservato ai soggetti che intendano effettuare investimenti in Italia, dando loro la possibilità di risedere nel territorio nazionale per un periodo di due anni, ulteriormente prorogabili di altri tre.

L’investimento necessario per il rilascio del visto deve essere pari ad almeno 2 milioni di euro in Titoli di Stato, o in 500.000 euro nel caso di società di capitali italiana, oppure di 250.000 euro in startup innovative. Il visto potrà essere rilasciato, inoltre, anche per un investimento di almeno un milione di euro per attività con finalità filantropiche.

Grazie alla misura introdotta dal programma Investor VISA for Italy il cittadino straniero, oltre ad ottenere il diritto di poter risiedere in Italia, potrà sfruttare l’opportunità di accedere ad un sistema fiscale di Flat Tax, che prevede una tassa forfettaria di 100.000 euro all’anno, sui redditi prodotti all’estero, nel caso in cui egli decida di trasferire la propria residenza fiscale in Italia.

È una misura peraltro adottata anche in altri paesi comunitari, volta ad attirare essenzialmente capitali stranieri, che fino ad oggi ha registrato in Italia un discreto successo, con investimenti esteri pari a circa 40 milioni di euro.

L’opportunità concessa da questo speciale visto riservato ai cittadini extra UE di effettuare investimenti o donazioni in Italia, può avvantaggiare l’economia siciliana?

Sicuramente è un’ottima opportunità che dobbiamo saper cogliere, veicolando nel nostro territorio gli investimenti: la costituzione di Dronitalia, d’altronde è “figlia” della consapevolezza da parte degli investitori stranieri di questa opportunità, ma sono diversi i settori di interesse nel territorio.

Noi di Lexia Avvocati operiamo in tutta Italia, ma io, facendo base nella mia città, Palermo, mi occupo prevalentemente di seguire imprese in Sicilia, e posso affermare che c’è un notevole interesse da parte di aziende straniere ad investire in Sicilia, non soltanto in ambito di startup innovative ma anche nei settori tradizionali, come ad esempio energie rinnovabili e strutture ricettive.

Avvocato Andrea Vincenti, co-founding partner dello studio legale Lexia Avvocati e docente di diritto commerciale presso l’Università Jean Monnet

Avvocato Andrea Vincenti, co-founding partner dello studio legale Lexia Avvocati

e docente di diritto commerciale presso l’Università Jean Monnet

Quali sono i canali di finanziamento di una nuova società?

Chiaramente uno dei problemi principali, se non il principale, per una realtà imprenditoriale nella fase di seed o di start-up, cioè nella fase embrionale del progetto, è quello di reperire nuova finanza, ovvero le risorse necessarie per avviare l’attività desiderata.

Nella consapevolezza di tale problema, il programma Investor VISA for Italy si pone nell’ottica di facilitare il reperimento delle risorse finanziarie, ma in effetti non è l’unico strumento che l’ordinamento giuridico appronta per quanti intendano avviare un’attività imprenditoriale.

Ricordiamo, infatti, che la normativa dedicata alle start up e PMI innovative – che integra ormai un vero e proprio diritto speciale – prevede importanti agevolazioni fiscali per quanti intendano acquisire partecipazioni in startup e PMI innovative: ad esempio, è prevista una detrazione IRPEF del 50% per gli investimenti nel capitale di rischio di start up e PMI innovative.

Esiste un ampio ventaglio di possibilità, quindi, per il finanziamento di nuove imprese: basti pensare a “Resto al Sud”, o a tutte le altre misure che oggi sono operative e che consentono di ottenere finanziamenti a fondo perduto, o con rimborso senza interessi.

Si tratta di misure molto interessanti, a cui dobbiamo anche aggiungere i canali tradizionali: ovvero il sistema bancario che, soprattutto con riferimento ad alcune realtà bancarie, è particolarmente sensibile ed incline a finanziare nuove realtà imprenditoriali con dei prodotti “cuciti” addosso alle startup innovative che consentono anche a chi non sia in grado di produrre un “track-record” (ovvero uno storico), di accedere al credito bancario.

Cosa consiglia a chi vorrebbe avviare in Italia una iniziativa imprenditoriale?

La ringrazio per la domanda perché questo è un tema che mi è particolarmente caro.

Non c’è dubbio su un fatto fondamentale: chi ha un’idea imprenditoriale in grado di tradursi in un modello di business vincente deve necessariamente affidarsi a dei professionisti che lo assistano, che lo accompagnino nel processo di nascita, di crescita, e di sviluppo dell’azienda, e quindi del modello stesso di business ipotizzato.

Oggi il sistema normativo è talmente complesso al punto che l’imprenditore non può pensare di gestire tutto in modo autonomo, non può, per ovvi motivi, fare il “consulente di se stesso”.

Devo costatare che questa forma di consapevolezza, attualmente, esiste. Il nostro studio assiste moltissime attività imprenditoriali in fase di start-up, cioè in fase “embrionale”, curandone ogni aspetto, come la redazione dello statuto (che apparentemente può sembrare qualcosa di banale, ma non lo è affatto, poiché lo statuto in quanto tale rappresenta la legge di funzionamento della costituente realtà societaria), ed è proprio in quel momento in cui si “pesano” i diritti, gli obblighi, e le prerogative della compagine societaria iniziale.

Non dimentichiamo, a tal proposito, che spesso i progetti imprenditoriali innovativi partono con una compagine ristretta formata da un numero variabile da 3 a 10 soci, che magari sono in quel momento in ottimi rapporti, anche legati da vincoli di amicizia, e si tendono a sottovalutare le clausole che regoleranno quella realtà societaria, sia essa una s.r.l., o una s.p.a.

Un errore da non commettere assolutamente, perché il momento della decisione della forma societaria e delle modalità di suo funzionamento, è fondamentale anche in funzione della capacità di prevenire, ed eventualmente risolvere senza dover ricorrere a strumenti giurisdizionali eventuali conflitti che possono sorgere (e che, tendenzialmente, sorgeranno) nel corso della vita societaria.

Dall’attività consulenziale nella fase “genetica” dell’impresa, all’attività consulenziale nella fase di reperimento di nuova finanza, sino all’assistenza nei rapporti con gli stakeholders, la professionalità del legale opera in sinergia con quella di altre figure: commercialisti, tecnici, in funzione del modello di business che è stato individuato.

Ed allora, è necessario prendere atto che anche un’ottima idea potrebbe naufragare ove non adeguatamente supportata.

E, comunque, vi è una una sensibilità sempre crescente dell’imprenditore della necessità di essere seguito passo passo dal professionista, proprio per evitare l’insorgenza di controversie giudiziarie troppo spesso lunghe e dispendiose.

Mi piace ripetere ai miei assistiti che è necessario rivolgersi ad un avvocato, per non dover andare… dall’avvocato!

Le startup siciliane rappresentano un fenomeno in forte crescita evidenziato da dati incoraggianti: circa 661 startup innovative localizzate in Sicilia, la concessione di incentivi dal programma di Invitalia per 15,4 milioni di euro a 35 realtà innovative siciliane che hanno innescato investimenti per 20,7 milioni di euro, generando così con un indotto occupazionale di 224 persone. Ci sono le basi per poter sperare in una ripresa dell’economia Siciliana?

Questa è una domanda da un milione di euro! Io sono fiducioso, svolgo l’attività di avvocato di impresa da circa 18 anni, ho visto sicuramente un’evoluzione nella cultura di impresa in Sicilia, atteso che l’imprenditore deve fare un passo avanti in termini di approccio alla modalità di lavoro, ovvero al modo stesso di fare impresa.

In questa ottica, ribadisco che il dato è incoraggiante, vi è, oggi, una maggiore consapevolezza da parte dell’imprenditore.

Certo, non mancano le complessità sistemiche cui deve far fronte chi fa impresa: basti pensare alla macchina della burocrazia che spesso non è “amica” di chi fa impresa, non tenendo nella dovuta considerazione che impresa significa lavoro, sviluppo, ricchezza.

A mio avviso deve migliorare la capacità di ascolto del mondo imprenditoriale, con la consapevolezza di prendere atto delle istanze presentate dalle imprese, affinché tutti gli operatori del sistema operino in modo sinergico con l’obiettivo comune di favorire lo sviluppo.

Auspico che, sebbene la pandemia abbia determinato una grave crisi economica (che, a mio avviso, non si è ancora palesata del tutto), il governo possa adottare delle misure in grado di contrastare quella che nei prossimi mesi potrebbe essere una tempesta perfetta: crisi economica abbinata a un fenomeno inflattivo che corre con numeri che non si registravano da oltre venti anni.

Un’ultima notazione: spesso dalle crisi sorgono nuove opportunità, e l’anno in corso potrebbe anche vedere la nascita e lo sviluppo di nuovi business, in relazione ai quali siamo pronti a fornire tutto il supporto necessario. 

Nicola Scardina

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Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Dal 2020 al 2021 è addetto stampa di WeStart, incubatore di startup, e dal mese di maggio del 2021, gestisce assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane.

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