La costituzione della repubblica italiana

L’elemento al vertice nell’ordinamento giuridico nazionale

La Costituzione della Repubblica: la Legge Fondamentale dello Stato Italiano

Con un ritardo di un giorno (dovuto ad imprevisti vari), rispetto alla cadenza settimanale fissata ogni martedì, prosegue la nostra rubrica dedicata all’Educazione Civica; oggi ci occuperemo della Costituzione della Repubblica: un elemento fondamentale dello Stato Italiano.

La Costituzione della Repubblica è la legge fondamentale dello Stato italiano, poiché si posiziona al vertice della gerarchia delle fonti nell’ordinamento giuridico della Repubblica.

L’esito del referendum del 2 giugno 1946, in cui i cittadini italiani vennero chiamati alle urne per scegliere la forma di governo tra monarchia e repubblica, si risolse a favore di quest’ultima.

Scheda elettorale del referendum del 2 giugno 1946
Scheda elettorale del referendum del 2 giugno 1946

 

Dopo un anno dalla fine del secondo conflitto mondiale, in Italia si assiste alla fine della monarchia, retta dalla famiglia reale dei Savoia, per inaugurare la nuova fase repubblicana.

Una nuova forma di governo era stata decisa dalla maggioranza del popolo che per la prima volta partecipò ad un suffragio universale, aperto anche alle donne.

Ma un cambiamento della forma di governo, non può per ovvi motivi, limitarsi all’aspetto puramente formale che si manifestava soltanto nel nome, occorreva anche un nuovo cambiamento a livello giuridico: era quindi necessario dare all’Italia una nuova base giuridica, ovvero: una nuova costituzione, un compito che venne assolto dall’Assemblea Costituente, i cui membri erano stati eletti contestualmente alle consultazioni referendarie del 2 giugno.

Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, la Costituzione venne promulgata dal capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola (Presidente dell’Assemblea), il 27 dicembre seguente, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, per entrare in vigore il 1º gennaio 1948.

Corriere della sera del 6 giugno 1946. il titolo, a 9 colonne, riporta l'esito del referendum di 4 giorni prima: l'Italia è diventata una repubblica
Corriere della sera del 6 giugno 1946. il titolo, a 9 colonne, riporta l’esito del referendum di 4 giorni prima: l’Italia è diventata una repubblica

Esistono tre originali della Costituzione: uno presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica Italiana, uno presso l’archivio storico della Camera dei deputati, e uno presso l’Archivio Centrale dello Stato.

La Costituzione della Repubblica in dettaglio

La Costituzione è il documento normativo che occupa il vertice nella gerarchia delle fonti dell’ordinamento giuridico della Repubblica, c.d. Costituzione formale.

La Costituzione in senso formale va distinta dalla Costituzione materiale, espressione che indica il complesso di principi e norme effettivamente regolanti la società statale in un dato momento storico.

Si può, dunque, affermare che la legge fondamentale dello Stato Italiano è l’atto che ne delinea le caratteristiche essenziali, descrive i valori e i principi che ne sono alla base, stabilisce l’organizzazione politica su cui si regge.

La Costituzione della Repubblica Italiana si compone di 134 articoli (inizialmente erano 139, 5 articoli sono stati abrogati dalla L. cost. 3/2001: gli artt. 115, 124, 128, 129, 130), e da 18 Disposizioni transitorie e finali.

I primi dodici articoli del testo costituzionale sono dedicati ai principi fondamentali della Repubblica, mentre i successivi sono divisi in due parti:

  • la Parte Prima – riguarda i diritti e i doveri del cittadino, nell’ambito dei rapporti civili (artt. 13-28 Cost.), dei rapporti etico-sociali (artt. 29-34 Cost.), dei rapporti economici (artt. 35-47 Cost.) e dei rapporti politici (artt. 48-54 Cost.);
  • la Parte Secondaè definita dagli artt. 55-139 Cost. ed è dedicata all’ordinamento della Repubblica, nell’ambito della quale è possibile distinguere fra organi costituzionali e organi di rilievo costituzionale.

La Costituzione, inoltre, presenta le seguenti caratteristiche:

  • Scritta: si tratta di un documento redatto in forma solenne da un organismo appositamente convocato.
  • Votata: adottata da un organismo democraticamente eletto, ovvero dall’Assemblea Costituente.
  • Rigida: non modificabile da leggi ordinarie, ma solo attraverso un procedimento legislativo aggravato, che richiede un consenso più ampio rispetto a quello della sola maggioranza.
  • Lunga: in quanto disciplina dettagliatamente il funzionamento degli organi costituzionali ed elenca i diritti e i doveri dei cittadini.
  • Garantista: poiché, attraverso le riserve di legge, garantisce una tutela più ampia ed esplicita dei diritti dei cittadini.
  • Programmatica: non si limita a sancire regole per l’organizzazione e l’azione dei pubblici poteri e per la disciplina dei rapporti fra questi e i cittadini, ma stabilisce anche obiettivi e programmi cui deve tendere l’attività della Repubblica.
  • Progressiva: prevede il graduale raggiungimento dei principi della sovranità popolare, libertà, uguaglianza, solidarietà, ecc. e si impegna, attraverso apposite leggi e atti normativi, al raggiungimento di tali fini.

La costituzione della repubblica italiana è formata da 134 articoli e da 18 disposizioni transitorie e finali

Costituzione della repubblica italiana: prima e seconda parte

Parte seconda: Ordinamento della Repubblica

La parte seconda della Costituzione della Repubblica Italiana descrive l’ordinamento dello stato, in particolare le caratteristiche del suo garante, identificato nel Presidente della Repubblica, del potere legislativo, di quello esecutivo e di quello giudiziario nonché degli enti locali e degli istituti a garanzia della Costituzione stessa.

La parte seconda della costituzione si divide in titoli, che nell’ordine sono:

  • Titolo I: Il Parlamento.
  • Titolo II: Il Presidente della Repubblica.
  • Titolo III: Il Governo.
  • Titolo IV: la magistratura.
  • Titolo V: Le Regioni, le Province, i Comuni.
  • Titolo VI: Garanzie Costituzionali.

Le disposizioni transitorie e finali

La Costituzione della Repubblica Italiana contiene una serie di 18 disposizioni transitorie e finali, inserite con lo scopo di gestire il passaggio dal precedente ordinamento a quello repubblicano. Esse hanno carattere di eccezionalità: una volta raggiunto il loro scopo non sono atte a ripetersi.

Tra le principali disposizioni transitorie e finali figurano:

  • la previsione del Capo provvisorio dello Stato facente funzioni di Presidente della Repubblica (sarà eletto Enrico De Nicola) (I);
  • il non riconoscimento dei titoli nobiliari, e la loro nullità (XIV);
  • il divieto di riorganizzazione del disciolto Partito Nazionale Fascista e deroga alle norme costituzionali per la temporanea limitazione dei diritti politici dei suoi dirigenti (XII);
  • alcune indicazioni in merito alla prima composizione del Senato dopo l’entrata in vigore della costituzione (varie);
  • l’esproprio e il passaggio alla proprietà dello Stato dei beni appartenenti a Casa Savoia sul territorio italiano (XIII).

La Revisione Costituzionale

Nella Costituzione Italiana è l’art. 138 che disciplina la revisione della Costituzione stessa, e il procedimento di formazione di altre leggi costituzionali.

Per leggi di revisione si intendono quelle leggi che incidono sul testo costituzionale, modificando, sostituendo o abrogando le disposizioni in esso contenute.

Per altre leggi costituzionali si intendono, invece, le leggi che:

  • sono espressamente definite tali dalla Costituzione, come ad esempio negli articoli 132 e 137;
  • si limitano solamente a derogare una norma costituzionale, senza modificarla (ad es. L. n. 1/1993);
  • le leggi che il Parlamento vuole approvare mediante il procedimento aggravato di cui alla presente norma.

Tanto le leggi di revisione che le leggi costituzionali richiedono per la loro approvazione lo stesso procedimento.

In merito alla revisione costituzionale, data la complessità dell’argomento, che richiede una grande conoscenza in ambito giuridico, si è ritenuto opportuno limitarsi ad una trattazione generale.

Per maggiori approfondimenti si consiglia di visionare portali dedicati a temi giuridici, facendo un’apposita ricerca.

Sperando ancora una volta di essere riusciti a catturare il vostro interesse, non ci rimane che darvi appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo articolo dedicato all’organo dello Stato che in Italia esercita il potere legislativo, e cioè il Parlamento.

LINK

Testo della Costituzione – Sito ufficiale del Governo Italiano.

 

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