Cosa è una startup

Chiarezza su un termine usato spesso impropriamente

La parola “Startup”, è oramai presente da diversi anni, nel gergo di chi ambisce ad avviare un’impresa, ma purtroppo si assiste attualmente, ad una confusione, derivante da un uso improprio di questo anglicismo.

Spesso accade, infatti, che con questo termine si voglia fare riferimento ad una versione più piccola delle grandi imprese, o comunque che qualsiasi nuova impresa, si possa considerare come startup.

In realtà le cose non stanno esattamente così, e con questo articolo, si intende fare la doverosa chiarezza, sull’uso corretto del termine Startup.

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L’importanza del Business Model

Una startup è un’organizzazione di recente creazione con un business model1, e un potenziale tale da poter espandersi velocemente e quindi, mira a diventare una grande impresa, seguendo una logica che sia scalabile e ripetibile.

Le Startup sono, in pratica delle entità alla ricerca di un business model valido, disposte a cambiarne diversi, prima di trovare e di potere definire quello corretto da applicare. Le grandi compagnie, invece, eseguono attività, basandosi su business model certi, già sperimentati e validati, facili da predire.

Differenza tra Start-up e Startup, i motivi per non confondere i due termini

Prima di analizzare in maniera più dettagliata, quali sono i requisiti da soddisfare affinché una forma di business possa definirsi Startup, occorre fare una doverosa premessa, per evitare un errore abbastanza frequente: confondere Startup con Start-up. I due termini, infatti, non hanno lo stesso significato, come in molti, erroneamente, credono.

Per Start-up si intende la fase di avvio di un’attività, indipendentemente se abbia carattere innovativo oppure no, o l’avvio di una Business Unit2 all’interno di un’attività già preesistente.

In Economia, dunque, lo “start-up” di un’attività commerciale si riferisce ad una situazione temporale, ossia all’avvio dell’attività, e non ad una particolare categoria di impresa. Lo Start-up è l’avvio di qualsiasi attività imprenditoriale: un bar, un ristorante, un’officina, ecc.

Con la parola “Startup”, invece, ci si riferisce a quelle nuove imprese sottoposte a metodologie di gestione “Lean”, ovvero un miglioramento continuo che coinvolge tutti i livelli dell’organizzazione di un’impresa. Le startup, inoltre, beneficiano di capitale proveniente da investimenti in più tornate da parte di soggetti, soci di capitale, che ne accompagnano così il processo di crescita. Con il termine “Startup” dunque si indica un vero e proprio modo di fare impresa, e non ad una sola fase dell’Azienda. In ultima analisi, startup è una filosofia che, attraverso determinate connotazioni, permette ad una determinata forma di business di evolversi e crescere.

Definizione di Startup

Allo stato attuale non sono stati ancora fissati dei parametri, in base ai quali un’impresa può essere considerata una startup. Tuttavia, alcune definizioni date da diversi esperti di marketing, di fama mondiale, ci vengono, fortunatamente, in aiuto.

Steve Blank, imprenditore statunitense, ideatore della metodologia Lean, definisce la startup come “un’organizzazione temporanea in cerca di un business model scalabile e replicabile”. Secondo Blank, il modello di business oggetto dell’impresa deve essere scalabile (quindi operare in un mercato molto ampio, con possibilità di crescita) e ripetibile nei suoi processi (di vendita, distribuzione, ecc).

Secondo l’opinione di Dave McClure, imprenditore statunitense, fondatore dell’acceleratore di imprese “500 Startups”, le Startup sono create per identificare e metabolizzare un problema o un bisogno (il prodotto), capire per chi si sta risolvendo tale bisogno (il consumatore) e quanto i clienti sarebbero disposti a pagare per veder soddisfatti i propri bisogni (il modello di business).

Per Eric Ries, imprenditore e blogger statunitense, la startup è un’istituzione umana ideata per portare al cliente finale un servizio o un prodotto, in condizioni di estrema incertezza. Ries, esattamente come McClure, non parla di dimensioni dell’impresa, o di settore di appartenenza dell’attività imprenditoriale; tende piuttosto a concentrarsi sull’incertezza degli scenari in cui le Startup operano, sugli aspetti che non possono essere previsti e che, se non compresi e governati, rischiano di mettere a repentaglio l’attività, sino al suo fallimento.

In via definitiva la Startup è un’organizzazione umana che, operando in situazioni di estrema incertezza, cerca di identificare un bisogno e i clienti associati a quel determinato bisogno. Una volta che si è individuata la tipologia di clienti, la Startup si mobilita per trovare un business model scalabile e replicabile che permetta di espandersi sul mercato nel modo più ampio possibile.

Partendo da tali presupposti, bisogna evidenziare due concetti fondamentali, per gestire una startup di successo. In primo luogo, bisogna prendere in forte considerazione l’organizzazione delle risorse umane, poiché senza un team solido e competente, non si può puntare alla creazione di una startup in grado di affrontare le avversità che la aspettano nel difficile mondo del mercato di riferimento. Bisogna considerare, inoltre, due caratteristiche essenziali, rappresentate dalla scalabilità e dalla replicabilità. Il business model individuato, deve, in pratica, essere scalabile per adattarsi ai cambiamenti che subisce il mercato, e deve avere la possibilità di espandersi, anche a livello globale, attraverso la semplice replicazione di processi già consolidati e verificati.

Considerazioni finali

Sulla base di queste considerazioni, si evince che in alcuni casi Start-up e Startup possono coincidere, ma ciò non è sempre scontato. Ad esempio il ristorante o la pizzeria vicino la propria abitazione, avrà sicuramente una fase di Start-up, ma non sarà mai una Startup.

Un grande Social Network, come il colosso Facebook, ha avuto una fase di Start-up, ma è stata ideata con i caratteri distintivi di una Startup.

Starbucks, per citare un altro esempio, ha avuto una fase di Start-up, essendo sorta come un semplice bar, e solo molto tempo dopo, avendo trovato le caratteristiche di replicabilità e scalabilità, ha vissuto una fase di Startup che l’ha portata ad essere la realtà che oggi è nota in tutto il mondo.

Nicola Scardina

1Il Business Model è la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore.

2Una Business Unit, può essere costituita da una divisione, un reparto o semplicemente una filiale di un’impresa. Essa identifica un’unità organizzativa autonoma di un’impresa preposta alla gestione di un particolare business.

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Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Dal 2020 è addetto stampa di WeStart, incubatore di startup, e dal 2021, gestisce assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane.