Corte dei Conti: è un organo ausiliario del governo che svolge funzioni sia di controllo sia giurisdizionali.

La Corte dei Conti

Torna puntualmente, come ogni martedì, il nostro consueto appuntamento settimanale con la rubrica dedicata all’educazione civica, per descrivere un altro organo di rilevo costituzionale: la Corte dei Conti.

La corte dei conti (conosciuta in alcuni paesi, come “tribunale dei conti”) è un organo dello Stato, presente in vari ordinamenti giuridici, con funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo o di vigilanza in materia fiscale sulle entrate e sulle spese pubbliche all’interno del bilancio dello stato (la cosiddetta finanza pubblica).

Tale organo è presente in vari paesi di civil law1, per lo più di tradizione latina, molti paesi francofoni in alcuni latinoamericani, tra cui il Brasile ed anche in Turchia; esiste anche una Corte dei conti dell’Unione Europea.

Sede centrale della Corte dei Conti a Roma - Viale Giuseppe Mazzini n. 105
Sede centrale della Corte dei Conti a Roma – Viale Giuseppe Mazzini n. 105

La Corte dei Conti nell’ordinamento italiano

La Corte dei Conti in Italia è un organo ausiliario del governo che svolge funzioni di controllo e giurisdizionali.

Come è già stato specificato in precedenza, in ogni ordinamento democratico è previsto che la gestione delle risorse pubbliche sia sottoposta ad un controllo il cui scopo è quello di “perseguire l’utilizzo appropriato ed efficace dei fondi pubblici, la ricerca di una gestione finanziaria rigorosa, la regolarità dell’azione amministrativa e l’informazione dei poteri pubblici e della popolazione tramite la pubblicazione di relazioni obiettive”.

Nell’ordinamento italiano tale funzione fondamentale è attribuita proprio alla Corte dei Conti.

Le origini di questo organo risalgono alla seconda metà del XIX secolo, con l’emanazione della legge 14 agosto 1862, n. 800, che istituì la Corte dei conti del Regno d’Italia.

Nel quadro costituzionale la Corte dei Conti è inserita sia tra gli organi di garanzia della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica (Art. 100, secondo comma), sia tra gli organi giurisdizionali (Art. 103, secondo comma).

Da questa duplice funzione deriva la centralità del ruolo di garanzia della corretta gestione delle pubbliche risorse della Corte dei conti che, nell’esercizio delle funzioni di controllo, è un organo neutrale, autonomo ed indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento, e, nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, fa parte a tutti gli effetti dell’ordine giudiziario.

La composizione della Corte dei Conti

La Corte dei Conti è costituita essenzialmente da una terna di organi:

  • Il Procuratore Generale.

  • Il Presidente.

  • Il Consiglio di Presidenza.

Il Procuratore Generale

Il Procuratore Generale presso la Corte dei Conti rappresenta il Pubblico Ministero che agisce nell’interesse pubblico a tutela dell’ordinamento e della difesa della gestione dei beni pubblici.

Ha la titolarità dell’azione di responsabilità in grado di appello, inoltre, è a capo della Procura generale presso la Corte dei conti, e coordina le Procure regionali.

La carica di procuratore generale è coadiuvata dal Procuratore generale aggiunto, il quale provvede a sostituirlo nei casi di assenza o di impedimento. Esiste altresì un ufficio di Procura generale anche presso la Sezione giurisdizionale d’appello della regione Sicilia.

L’attuale procuratore generale è Angelo Canale.

Angelo Canale, Procuratore Generale presso la Corte dei Conti
Angelo Canale, Procuratore Generale presso la Corte dei Conti

Il Presidente

Il Presidente è al vertice della Corte dei Conti, così come viene stabilito dalla Legge n. 15 del 4 marzo 2009 all’art. 11 comma 7, che lo definisce: “Organo di governo dell’istituto”.

Il Presidente della Corte dei conti (fatta salva ogni altra attribuzione prevista da norme di legge o di regolamento), in qualità di organo di governo dell’Istituto, esercita le funzioni di indirizzo politico-istituzionale, e a tal fine assegna le risorse finanziarie al Segretario generale, e ai dirigenti di prima fascia preposti ai centri di responsabilità.

È il titolare dell’informazione e della comunicazione istituzionale, e svolge, inoltre, le funzioni ed i compiti per l’organizzazione ed il funzionamento degli uffici amministrativi e degli altri uffici con compiti strumentali, e di supporto alle attribuzioni istituzionali della Corte dei conti, approvato con deliberazione delle Sezioni riunite nell’adunanza del 18 luglio 2001.

Funzioni del Presidente della Corte dei Conti

Nel dettaglio il presidente svolge le seguenti funzioni:

  • presiede il Consiglio di presidenza, e il Consiglio di amministrazione;

  • conferisce, con propri decreti, in conformità a quanto previsto dalle norme vigenti, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale e sottoscrive i relativi contratti;

  • determina l’organizzazione degli uffici di livello dirigenziale a norma di leggi e di regolamenti;

  • nomina i componenti degli organi collegiali previsti dal presente regolamento e da altre norme, salvo che non sia diversamente stabilito;

  • svolge le funzioni di direzione, di indirizzo e di controllo che gli sono attribuite dalle leggi e dai regolamenti;

  • valuta la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa ai propri atti di indirizzo.

Il Presidente della Corte dei conti è coadiuvato dal Presidente aggiunto, il quale lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento. La carica di Presidente aggiunto della Corte dei conti è stato istituito con la legge 26 febbraio 2004, n. 45.

Per un periodo di due anni il Presidente si avvale della diretta collaborazione del Segretario generale, e del Vice segretario generale, da lui nominati, sentito il Consiglio di presidenza, nei trenta giorni successivi alla scadenza dei relativi incarichi.

Il Presidente si avvale, inoltre, del Capo di gabinetto, degli altri magistrati addetti alla presidenza, del dirigente e di tutto il personale assegnato all’ufficio di gabinetto nonché degli altri uffici di supporto.

Per i servizi di vigilanza, sicurezza, assistenza alle udienze e d’onore, il presidente si avvale del Comando Carabinieri della Corte dei conti.

Il Capo di gabinetto assicura il raccordo diretto con il Comandante del medesimo Reparto dell’Arma dei Carabinieri.

L’attuale Presidente della Corte dei Conti è Guido Carlino.

Guido Carlino, Presidente della Corte dei Conti
Guido Carlino, Presidente della Corte dei Conti

Il Consiglio di Presidenza

Il Consiglio di Presidenza è l’organo di autogoverno della magistratura contabile istituito con l’art. 10 della legge 13 aprile 1988, n. 117, di seguito modificato dall’Art. 1, comma 1, del D.lgs. 7.2.2006, n. 62, e di recente dall’Art. 11 della legge 4 marzo 2009, n. 15.

Il Consiglio di Presidenza è composto:

  • dal Presidente della Corte dei conti, che lo presiede;

  • dal Procuratore Generale della Corte dei conti;

  • dal Presidente aggiunto della Corte dei conti o, in sua vece, dal Presidente di sezione più anziano;

  • da quattro membri eletti, due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, tra i professori ordinari in materie giuridiche o gli avvocati con venti anni di esercizio professionale;

  • da quattro membri eletti da e tra i magistrati della Corte dei conti, ripartiti tra le diverse qualifiche in proporzione alla rispettiva effettiva consistenza numerica quale risulta dal ruolo alla data del 1° gennaio dell’anno di costituzione dell’organo.

Alle sedute del Consiglio di Presidenza (tranne quelle in sede disciplinare), possono partecipare il Segretario Generale della Corte, ed il magistrato addetto alla presidenza con funzioni di capo di gabinetto.

Qualora, per specifiche questioni, uno dei due sia designato relatore, lo stesso ha diritto di voto per espressa delega del Presidente della Corte.

I componenti elettivi durano in carica quattro anni, e non sono nuovamente eleggibili per i successivi otto anni dalla scadenza dell’incarico.

Entro un mese dal suo insediamento, il Consiglio provvede alla costituzione delle Commissioni permanenti che hanno compiti istruttori, e che riferiscono sulle materie di competenza del Consiglio.

Possono, inoltre, essere istituite Commissioni temporanee su specifiche materie.

Competenze del Consiglio di Presidenza

Il Consiglio è competente in tutte le materie attinenti all’espletamento delle funzioni dei magistrati della Corte dei conti, sui procedimenti per l’accesso in carriera, per l’assegnazione di sede e i trasferimenti, le promozioni, nonché sui procedimenti disciplinari.

Fra i compiti del Consiglio di Presidenza vi sono:

  • la verifica dei titoli di ammissione dei componenti eletti dai magistrati, e la decisione sui reclami attinenti alle elezioni;

  • la disciplina con regolamento interno del suo funzionamento, e la formulazione di proposte per l’adeguamento, e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi;

  • la delibera sulle assunzioni, e sulle assegnazioni di sedi e di funzioni, nonché i trasferimenti, le promozioni, i conferimenti di uffici direttivi, e su ogni altro provvedimento riguardante lo stato giuridico dei magistrati;

  • la delibera sui provvedimenti disciplinari riguardanti i magistrati;

  • la delibera sul conferimento ai magistrati stessi di incarichi estranei alle funzioni istituzionali, in modo da assicurare un’equa ripartizione degli incarichi e dei relativi compensi;

  • la delibera sulle piante organiche del personale di magistratura;

  • la delibera sul collocamento fuori ruolo, e su ogni altra materia ad esso attribuita dalla legge.

Il Consiglio di presidenza inoltre:

  • svolge attività di monitoraggio sulla produttività dei magistrati;

  • cura la formazione e l’aggiornamento dei magistrati;

  • formula proposte per l’organizzazione, l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi della Corte;

  • esamina il bilancio della Corte, e formula proposte anche in merito agli aspetti organizzativi e strutturali dei servizi;

  • può disporre ispezioni ovvero promuovere indagini conoscitive.

Uffici centrali e regionali

La Corte dei conti è presente su tutto il territorio nazionale. Gli uffici delle sezioni centrali hanno sede a Roma, quelli delle sezioni regionali nei capoluoghi di Regione e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Presso le 15 Regioni a Statuto Ordinario, e la Valle d’Aosta (a statuto speciale) sono presenti la Sezione giurisdizionale e la Sezione di controllo quali organi territoriali di giurisdizione contabile, nonché la Procura Regionale.

Nelle rimanenti Regioni a Statuto Speciale, invece, è presente una configurazione autonoma.

La trattazione della Corte dei Conti, per il momento termina qui, nei due prossimi articoli che saranno pubblicati fra sette giorni, verranno forniti ulteriori dettagli in merito alle funzioni svolte, e agli uffici centrali e regionali.

A presto.

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Glossario

1 Il civil law è un modello di ordinamento giuridico derivante dal diritto romano, oggi dominante a livello mondiale. I sistemi di civil law si sono sviluppati dapprima nell’Europa continentale e poi, in moltissimi stati del mondo, all’interno della cornice dottrinaria del diritto romano-giustinianeo.

Storicamente, è l’insieme dei concetti e dei sistemi derivati in ultima analisi dal Codice di Giustiniano, ma fortemente

influenzati dalle consuetudini del diritto napoleonico, germanico, canonico, feudale e locale, nonché da correnti

dottrinarie quali il giusnaturalismo, la codificazione e il positivismo giuridico.

Concettualmente il civil law procede per astrazioni, formula principi generali e distingue le norme sostanziali da quelle

procedurali. Esso considera il diritto giurisprudenziale secondario e subordinato al diritto legislativo. La caratteristica

fondamentale di tali sistemi è che essi usano codici con testi brevi che tendono a evitare scenari fattuali specifici.

Il civil law si contrappone al common law, un altro modello di ordinamento giuridico, di origine britannica, basato sui

precedenti giurisprudenziali più che sulla codificazione, e in generale su leggi e altri atti normativi di organi politici.

Il common law è un sistema nativo dell’Inghilterra medievale, successivamente diffusosi nei Paesi anglosassoni, e negli

Stati del Commonwealth.