Cannabis Terapeutica in Sicilia

L’assessorato regionale della salute prende provvedimenti contro le ASP inadempienti

La Regione Siciliana, tramite un Decreto dell’Assessorato della Salute, del 17 gennaio 2020, (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 31/01/2020), aveva delineato le condizioni per l’erogazione di Cannabis terapeutica su ricetta rossa, ovvero a carico del Servizio Sanitario Regionale (S.S.R.).

Con il Decreto Assessoriale, firmato dall’assessore Ruggero Razza, secondo quanto stabilito dall’Art. 1, veniva in pratica redatto il documento intitolato: “Preparazioni magistrali a base di Cannabis per uso medico. Linee di indirizzo di utilizzo e rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale (S.S.R.) in Regione Sicilia”, che costituisce parte integrante del medesimo decreto.

La segnalazione delle ASP inadempienti e la risposta del Centro di Farmacovigilanza

Con una nota di alcuni giorni fa, l’organizzazione no profit Comitato Pazienti Cannabis Medica, aveva segnalato al Centro di Farmacovigilanza dell’Assessorato Regionale della salute, l’inadempienza di alcune ASP alle disposizioni fissate dal Decreto Assessoriale del gennaio 2020.

La risposta del Centro di Farmacovigilanza non ha affatto disatteso le aspettative del Comitato Pazienti Cannabis Medica: tramite una missiva ufficiale, infatti, il Centro di Farmacovigilanza ha reso noto all’organizzazione no profit che le aziende sanitarie oggetto della segnalazione (quelle operanti nelle province di Palermo, Enna, Agrigento, e Siracusa) hanno adottato apposite delibere con farmacie aperte al pubblico, oppure nelle more della stipula della convenzione, hanno autorizzato la fornitura dei preparati cannbinoidi in caso di prescrizioni conformi alla vigente normativa.

In pratica la Cannabis Terapeutica potrà essere richiesta dai pazienti nelle farmacie ospedaliere e potrà essere prescritta solo dai medici delle aziende sanitarie pubbliche provinciali, dagli specialisti di anestesia e di rianimazione, dai medici di neurologia e dei centri di terapia del dolore.

I medici ospedalieri possono, inoltre, redigere un piano terapeutico conforme alla legge vigente, per i pazienti in cura, e saranno le ASP ad autorizzare la fornitura tramite buono acquisto (se non è ancora stata stipulata la convenzione con le farmacie territoriali), o indirizzare i pazienti nelle farmacie autorizzate.

La prescrizione della Cannabis terapeutica

La cannabis terapeutica, secondo le linee guida del Decreto Assessoriale, è prescrivibile in forma gratuita solo ed esclusivamente per:

    • riduzione del dolore cronico moderato-severo, refrattario alle terapie farmacologiche attualmente disponibili;
    • riduzione del dolore associato a spasticità refrattaria ad altri trattamenti (baclofene e nabiximols, quest’ultimo è un farmaco a base di cannabinoidi commercializzato come Sativex) in pazienti affetti da Sclerosi Multipla con punteggio ≥ 5 della scala NRS1, o che presentano intolleranza alle terapie convenzionali;
    • riduzione del dolore neuropatico in pazienti con punteggio ≥ 5 della scala NRS con resistenza al trattamento con le terapie convenzionali (antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi) o che presentano intolleranza.

È doveroso precisare che l’utilizzo di Cannabis Medica non può essere usato come strumento di primo presidio nell’affrontare una patologia. Infatti, come riportato dal Decreto del 09/11/2015 del Ministero della Salute, “l’uso medico della Cannabis non può essere considerato una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno prodotto gli effetti desiderati, o hanno provocato effetti secondari intollerabili, o necessitano di incrementi posologici che potrebbero determinare la comparsa di effetti collaterali”.

Per ogni paziente in trattamento, la farmacia, su indicazione del medico, potrà allestire preparati destinati all’assunzione per via orale o inalatoria, quali:

    • cartine per decotto,
    • cartine o capsule apribili per vaporizzazione,
    • estratti (oleoliti).

Il medico prescrittore è tenuto ad individuare e indicare in ricetta la modalità di assunzione e la posologia più appropriata, anche in funzione delle percentuali di THC2 e CBD3 della varietà di Cannabis Medica individuata, oltre che all’intero fitocomplesso di questa.

L’assunzione di Cannabis per via inalatoria prevede l’utilizzo di speciali apparecchi riscaldatori/vaporizzatori, che non sono però forniti dal S.S.R. siciliano, e quindi a carico del paziente.

Nicola Scardina

1 NRS: acronimo in lingua inglese di Numeric Rating Scale (Scala a punteggio numerico). Si tratta di una retta numerata da 0 a 10, sulla quale il paziente indica l’intensità del proprio dolore secondo i riferimenti numerici. I valori

della scala variano da un valore minimo di 0 a cui corrisponde la condizione di “nessun dolore”, ad un valore massimo di 10 a cui corrisponde la condizione di “massimo dolore possibile”.

2 Delta-9-tetraidrocannabinolo, comunemente noto come THC, è il più importante principio attivo contenuto nella cannabis o canapa. Si tratta di un componente psicoattivo, ovverosia di un principio che esercita azioni sul sistema nervoso centrale. In particolare, i suoi principali effetti sono percezione e umore alterati. Proprio a causa di questi suoi effetti, Il THC della canapa è il cannabinoide che genera le più grandi polemiche circa la legalizzazione di questa sostanza, il che non impedisce, tuttavia, che gli vengano riconosciuti effetti terapeutici molto importanti.

3 Il cannabidiolo (CBD) è un metabolita della Cannabis sativa. Ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti, antinfiammatori, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico. Si è rivelato inoltre in grado di ridurre la pressione endooculare ed è un promettente antipsicotico atipico. A differenza del THC, altro principio attivo contenuto nella Cannabis, il cannabidiolo non è psicoattivo, non crea assuefazione e possiede notevoli capacità rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche.

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Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Dal 2020 è addetto stampa di WeStart, incubatore di startup, e dal 2021, gestisce assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane.