Artemis 1. Inizia oggi, 29 agosto, la nuova missione lunare della NASA, con il lancio della navicella Orion dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral alle 08.33 (ora italiana)

Inizia oggi la missione Artemis 1 per raggiungere la luna

Inizia oggi, 29 agosto, la missione Artemis 1, con la quale la NASA, ritorna ad esplorare la Luna dopo l’ultima volta nel lontano 1972.

Dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, a Cape Canaveral, in Florida, alle ore 08.33 locali (le 14.33 in Italia) il razzo denominato SLS (Space Launch System), porterà in orbita la navicella spaziale Orion, con a bordo dei manichini dotati di sensori.

Nella missione Artemis 1, i manichini serviranno per captare i livelli di radiazione presenti durante il viaggio verso l’orbita lunare, affinché si possa conoscere il quantitativo di radiazioni che assorbiranno gli astronauti nelle future missioni Artemis 2, e Artemis 3.

L’avventura spaziale dell’Artemis 1 inaugurerà una nuova serie di missioni caratterizzate da cifre impressionanti, il razzo impiegato, infatti, è il più potente mai costruito: durante il lancio i motori produrranno una spinta di circa 4.000 tonnellate, sviluppando una spinta del 15% in più rispetto a quella del Saturn V che portò l’uomo sulla Luna tra il 1969 e il 1972.

La missione Artemis 1, oltre a testare le nuove tecnologie del razzo e della navicella, invierà Orion verso l’orbita lunare alla velocità di 32.000 km/h (Orion si avvicinerà a soli 100 km dalla superficie lunare).

Nella nuova missione della NASA farà il suo debutto anche la nuova tecnologia Callisto, creata dalla Lockeed Martin, Amazon e Cisco, che consiste in un’interfaccia uomo-macchina installata nella navicella Orion, con l’obiettivo di creare una comunicazione vocale tra gli astronauti, e la navicella stessa; oppure come nel caso della missione Artemis 1, tra i controllori di volo sulla Terra, e la navicella.

Grazie a tale tecnologia, l’equipaggio umano potrà accedere con facilità e rapidità alle informazioni riguardanti importanti parametri della missione lunare, come: lo stato del volo, la telemetria, l’orientamento del veicolo spaziale, i livelli di approvvigionamento idrico, o lo stato della batteria.

Callisto, è in pratica una tecnologia di assistenza vocale simile ad “Alexa”, concepita per gli astronauti delle future missioni.

Il lancio della navicella spaziale Orion sarà trasmesso in diretta streaming, sulla NASA TV, sull’ESA Web Tv e sulle pagine social di diversi divulgatori scientifici.

La durata prevista per la missione è di 42 giorni, durante i quali la navicella spaziale Orion percorrerà 64.000 chilometri oltre la Luna, ovvero 48.000 chilometri in più rispetto al record stabilito durante la missione Apollo 13 nel 1970.

Il ruolo dell’Agenzia Spaziale Europea, e della tecnologia italiana nella Missione Artemis 1

L’ESA, l’agenzia spaziale europea ha avuto un ruolo attivo in tutte le fasi del programma Artemis, dalla realizzazione del Modulo di Servizio europeo (ESM) della capsula Orion, alla futura stazione spaziale nell’orbita lunare Gateway.

La tecnologia italiana, nello specifico, ha contribuito al progetto grazie alla collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’industria: oltre alla realizzazione di una parte del modulo di servizio di Orion, a rappresentare l’Italia nella missione vi è il piccolo satellite Argomoon, realizzato per l’ASI dall’azienda Argotec di Torino. Sarà l’unico satellite europeo attivo nell’orbita lunare.

Le motivazioni del ritorno alle missioni lunari

Il ritorno alle missioni lunari, è necessario, principalmente per fornire una risposta valida all’aumento della popolazione mondiale, a fronte di un esaurimento delle risorse energetiche.

Un probabile scenario futuro, in cui la carenza di petrolio, e di gas naturale, sarà molto dura da affrontare in modo pacifico, per una popolazione formata da miliardi di individui, è da evitare nella maniera più assoluta, per scongiurare conflitti ancora più terribili di quelli attualmente in corso.

L’obiettivo principale del programma Artemis consiste nel gettare le basi per costruire un avamposto stabile sull’unico satellite naturale della Terra: la Luna, il corpo celeste più vicino, e quindi più facile da raggiungere.

Per capire se la vita umana è possibile in un avamposto lunare, occorre prepararsi, e soprattutto continuare un’operazione di ricerca che possa fornire tutte quelle informazioni utili per comprendere meglio come riuscire a sopravvivere in un ambiente privo di atmosfera.

La costruzione di una base sulla Luna, in futuro, potrà a sua volta permettere una preparazione migliore per altre missioni spaziali, tra cui l’esplorazione di Marte, prevista per la metà degli anni ’30 del nuovo millennio, una missione ancora più difficile data la distanza maggiore che lo separa dal nostro pianeta

Per arrivare all’ultima fase del progetto della NASA, però è necessario che la missione di Artemis 1, abbia un buon esito.

Nicola Scardina

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Diretta streaming del lancio della navicella Orion dal canale You Tube della NASA

Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Nel maggio del 2021, fonda assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane. Dal dicembre 2021, gestisce Sicily Hub, portale di informazione dedicato alla Sicilia, fondato da Emanuele Fragasso. Dal luglio 2022, gestisce il sito The Italian News, una delle primissime redazioni under25 in Italia. Dall'agosto 2022 collabora con Palermo Post, scrivendo articoli di cronaca.