Un’Area Marina Protetta a Capo Zafferano - Convegno a Bagheria, 11 dicembre 2021

La proposta sarà presentata ad un Convegno a Bagheria, sabato, 11 dicembre, alle 17.00

Si svolgerà nel pomeriggio di sabato, 11 dicembre alle 17.00, a Bagheria, presso Palazzo Butera, un convegno avente per tema un’occasione di sviluppo attraverso la realizzazione di un’Area Marina Protetta, a Capo Zafferano, piccolo promontorio che si protende nel Mar Tirreno, appartenente al territorio del Comune di Santa Flavia nella Città Metropolitana di Palermo.

La proposta dell’istituzione dell’Area Marina Protetta a Capo Zafferano, è un’iniziativa di un comitato promotore formato dai comuni di Bagheria, e di Santa Flavia, dal Cesvit (Centro Studi per lo Sviluppo Territoriale), il CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare), e il DiSTeM (Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo).

Durante il convegno sarà descritta la proposta di istituire un’area marina protetta in una zona compresa tra Aspra (frazione di Bagheria), e Solanto (frazione marinara di Santa Flavia posta sull’omonimo promontorio).

L’idea trae ispirazione dal riconoscimento dell’Unione Europea nei confronti dei Fondali di Capo Zafferano, come SIC (Sito di Importanza Comunitaria), con l’attribuzione del codice ITA020052, che nel 2019, con apposito decreto dell’Assessorato del Territorio e dell’ambiente della Regione Siciliana, diventano ZSC (Zona Speciale di Conservazione), nel tratto di mare prospiciente il Parco di Monte Catalfano, considerevole risorsa ambientale e paesaggistica terrestre.

L’Area Marina Protetta a Capo Zafferano: un’occasione di sviluppo, per tutelare la prateria di Posidonia oceanica

Nei Fondali di Capo Zafferano è presente una vasta prateria di Posidonia oceanica, che si estende per 2514 ettari, fino ad una profondità di circa 30-32 metri, nella porzione più a nord (proprio nei pressi di Capo Zafferano), mentre quella più a sud si ferma a circa 20 metri.

La Posidonia oceanica, pianta marina endemica del Mediterraneo, oltre a svolgere un ruolo rilevante nella produzione di ossigeno, assume un’importanza fondamentale per la fauna marina. È stato stimato, infatti, che un ettaro di prateria di Posidonia oceanica può ospitare fino a 350 specie diverse di animali, offrendo riparo a pesci, cefalopodi, bivalvi, gasteropodi, echinodermi, tunicati ed un numero elevato di alghe e svariati microrganismi.

Posidonia oceanica
Posidonia Oceanica

L’importanza della Posidonia oceanica è manifestata anche dalla sua capacità di produrre ed esportare biomassa sia negli ecosistemi limitrofi, sia in profondità; a questa funzione si aggiunge il consolidamento del fondale sottocosta, contribuendo così a contrastare un eccessivo trasporto di sedimenti sottili dalle correnti costiere.

La Posidonia oceanica, inoltre, agisce da barriera soffolta che smorza la forza delle correnti, e delle onde prevenendo l’erosione costiera, secondo delle stime 1 m2 di Prateria che regredisce causa l’erosione di circa 15 metri di litorale sabbioso.

Le cosiddette banquettes, strati di foglie morte sulla spiaggia, non sono da considerare quindi “sporcizia”, ma anzi, proteggono il litorale stesso dall’erosione, attenuando l’azione delle onde, specialmente nel periodo delle mareggiate invernali.

Fondali di Capo Zafferano - SIC Codice ITA020052
Fondali di Capo Zafferano (Santa Flavia) Sito di Interesse Comunitario

Fonte: La Sicilia in rete

Nonostante il notevole contributo naturale alla tutela degli ecosistemi marini, fornito dalla Posidonia, l’intervento dell’uomo sta mettendo a dura prova la sua sopravvivenza. Tra le principali minacce vi sono le costruzioni marittime, l’inquinamento delle acque, l’ancoraggio, la creazione di spiagge artificiali, e l’eliminazione delle foglie morte dalle spiagge.

A livello mondiale il tasso di perdita è di 1-2% l’anno, percentuale che nel Mediterraneo raggiunge addirittura il 5%, e il suo declino è di fatto irreversibile in tempi brevi, poiché il recupero di questa pianta richiede dei secoli. Per questo motivo la Posidonia oceanica è tutelata dalle legislazioni europee, e nazionali, che la definiscono un “habitat prioritario”.

Oltre alla prateria di Posidonia, l’area marina di Capo Zafferano è caratterizzata da altre emergenze naturalistiche tra cui il “Coralligeno”, tipico dei fondali rocciosi.

Il gruppo promotore dell’iniziativa volta alla realizzazione di un’area marina protetta a Capo Zafferano, è sorto in seguito ad una collaborazione avviata nell’ambito della presentazione del progetto: “Realizzazione di un Ecosistema dell’innovazione sulla gestione integrata delle zone Costiere orientata alla crescita BLU (ECOBLU)”, a valere sull’avviso PNRR dell’Agenzia Nazionale di Coesione, dalla quale è scaturito un proficuo confronto sui temi ambientali della fascia costiera. Il territorio di Bagheria, e di Santa Flavia con i rispettivi enti locali sono stati coinvolti in quanto sono ricompresi nel SIC marino dei Fondali di Capo Zafferano, e nel SIC-ZPS (Zona di Protezione Speciale) terrestre di Monte Catalfano.

Il ruolo di moderatore dell’incontro verrà svolto da Giuseppe Tripoli, presidente del Consiglio Comunale di Santa Flavia, e Orazio Amenta del Cesvit, ed esperto in sviluppo locale.

Fra le figure istituzionali che parteciperanno all’incontro, vi saranno i sindaci di Bagheria, e Santa Flavia: Filippo Maria Tripoli, e Salvo Sanfilippo, ed anche l’assessore alle aree protette della Città di Palermo Sergio Marino.

All’evento saranno presenti, inoltre, il direttore del DiSTeM Attilio Sulli, il presidente del CoNISma Antonio Mazzola, la coordinatrice del corso di laurea magistrale in Biologia Marina del DiSTeM Salvatrice Vizzini, il docente di Botanica Ambientale ed Applicata dello stesso dipartimento Agostino Tomasello, Sebastiano Calvo, Biosurvey Srl docente di Valutazione di Impatto Ambientale, e Rosalinda Brucculeri della direzione generale per il mare e le coste del Ministero della transizione ecologica.

Altre personalità che parteciperanno al convegno sono: Gianfranco Zanna presidente Legambiente Sicilia, Pietro Ciulla, presidente WWF Sicilia Occidentale, Pino Virga presidente FLAG GAC Golfo di Termini Imerese, Salvatore Tosi presidente Gal Metropoli Est, Valeria Li Vigni Soprintendente del Mare, Antonino D’Amico dirigente Servizio 2 – Assetto del Territorio – Autorità di bacino, Nicola Silvestri capitano di Fregata della Capitaneria di porto di Palermo, Gianpiero Tomasello del Cesvit, Alfonso Santoro Diving “Blueshark”, e Mimmo Schillaci admin del gruppo Facebook “Addabbanna a muntagna, al di là del faro, la Sicilia”, Taira Di Nora responsabile Aree Marine Protette – ISPRA, Giuseppe Maurici dirigente responsabile Aree Marine Protette del Dipartimento Regionale dell’Ambiente, Giuseppe Caputo dell’associazione Next, Egidio Trainito autore e divulgatore scientifico delle scienze marine, Giuseppe Pisciotta guida subacquea.

All’evento sono stati invitati la deputata Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera, l’assessore regionale Territorio e Ambiente Salvatore Cordaro, l’assessore regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà, gli onorevoli della Camera dei Deputati Caterina Licatini, Vittoria Casa, Carolina Varchi, Gabriella Giammanco, Carmelo Miceli, e Davide Aiello.

Nicola Scardina

Un’Area Marina Protetta a Capo Zafferano - La proposta sarà presentata ad un Convegno a Bagheria, sabato, 11 dicembre, alle 17.00

Video: Il Faro di Capo Zafferano

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Di Nicola Scardina

Appassionato di informatica, svolge attualmente attività come webmaster freelance. Dal 2017 è collaboratore giornalistico del Settimanale di Bagheria, per il quale scrive articoli ed interviste che spaziano su diversi ambiti: da eventi culturali come presentazioni di libri, e film di registi ed attori emergenti, a temi più impegnati come la tutela ambientale. Dal 2020 al 2021 è addetto stampa di WeStart, incubatore di startup, e dal mese di maggio del 2021, gestisce assieme a Gabriele Vernengo, NewSicily, portale di informazione per le startup siciliane.